Salerno, il volontariato scende in campo

Tantissime le iniziative promosse sul territorio in questi giorni di pandemia

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(foto di repertorio)

Il volontariato organizzato, la solidarietà spontanea, di prossimità, di vicinato, le buone relazioni familiari stanno dando una grande mano a mantenere attive socialità e tutela dei bisogni nella città di Salerno. I diversi gruppi e le associazioni attive da anni non si sono fermati e, seppure con tutte le precauzioni necessarie e richieste dalle ordinanze regionali e dai decreti governativi, stanno continuando a garantire servizi e relazioni sociali.
Potremmo dire, con un slogan, che il nuovo coronavirus ci chiude in casa, ma non ferma la solidarietà. Lo ha ricordato ieri, con un post in Facebook, Antonio Bonifacio, responsabile dell’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Salerno, richiamando tutte le attività ed iniziative in corso: dalla fabbricazione delle mascherine in casa per donarle alla consegna della spesa a domicilio, dal servizio presso le mense affinché nessuno rimanga senza cibo alle unità di strada per evitare che le persone sentano di essere abbandonate, da chi continua a garantire una doccia a chi fa i turni nei luoghi di accoglienza per senza dimora in modo che anche questi ultimi possano avere un luogo in cui proteggersi dal contagio del coronavirus. Pochi giorni prima lo avevo ricordato Rossano Braca dell’associazione Venite Libenter, che, con i volontari della parrocchia di San Pietro in Camerellis, aveva provveduto alla distribuzione dei sacchetti da asporto per circa 60 persone, nonostante l’apertura del centro di accoglienza al Palatulimieri per 25 persone.
È una città mobilitata, Salerno, seppure nei vincoli imposti dal distanziamento sociale. La crisi in corso non sta spezzando i legami di aiuto e reciprocità. Non sta facendo chiudere le porte alla solidarietà. Certo, è difficile. Bisogna rispettare tutte le misure di sicurezza reciproca. Ma è chiaro quanto una parte della città, in particolare il volontariato organizzato ma anche quello fatto di sostegni spontanei, nei condomini ad esempio, abbia scelto di non lasciare indietro e solo nessuno.
È, questa, una lezione e un impegno che saranno fondamentali anche nella transizione difficile che seguirà all’allentamento delle misure di protezione. L’incremento dei livelli di povertà e di sofferenza economica, sociale e psichica dovrà essere affrontato con il rafforzamento delle reti di aiuto reciproco, di mutualità, oltre che con le politiche pubbliche che saranno necessarie, anche di sostegno diretto ai redditi. Ma questa azione è fondamentale anche ora, nell’immediato, nel presente della crisi in corso, per mantenere vive le comunità, per non fare affermare i sentimenti della solitudine, della paura, dell’abbandono. È questa azione di portata più ampia che tutto il mondo del sostegno sociale sta, in realtà, realizzando in città: un’azione volta a mantenere attive le reti sociali, le relazioni, le forme di reciproco riconoscimento tra le persone. In questo modo, le comunità si mantengono forti. In questo modo, ogni persona sa che, in caso di bisogno, non resterà sola. Non resterà avvilita e chiusa in casa nell’angoscia. È questa forza, necessaria ora e nella lunga transizione che dovremo vivere nei prossimi mesi ed anni, che il volontariato sta mantenendo in piedi. E puntellando. Giorno dopo giorno.

(Tratto dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)