Salerno, metropolitana ad ostacoli e nel degrado

Il varco di Via Pietro Del Pezzo della stazione metropolitana di Torrione è chiuso. Da giovedì 23 maggio, oltre una settimana ormai, la zona si può praticamente considerare  “isolata a metà”. Nuovi disservizi e percorsi ad ostacolo senza nessun rispetto per l'utenza

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È successo di nuovo: il varco di Via Pietro Del Pezzo della stazione metropolitana di Torrione è chiuso. Da giovedì 23 maggio, oltre una settimana ormai, la zona si può praticamente considerare  “isolata a metà”.
Il quartiere, di fatto, è diviso in due dalle mura perimetrali della linea ferroviaria che lo attraversa: lato monte e lato mare. Le stazioni della Metro nella zona orientale della città sono tutte munite di due uscite, che attraverso i sottopassaggi collegano un lato con l’altro. Questo per far sì che tutti i cittadini possano accedere con la stessa facilità da entrambi i versanti. Eppure, da oltre una settimana ormai, tutti gli abitanti al di là del muro ferroviario, sul fronte mare, trovano il cancello della Stazione di Torrione serrato, con un cartello affisso che non cita alcuna motivazione, né eventuali tempistiche del disagio.

Lo stesso cartello invita ad accedere alla stazione servendosi dell’unico ingresso alternativo esistente, indicando una deviazione di “soli 150 metri”. Eppure il percorso da affrontare è molto più lungo: procedendo a passo svelto occorrono più di cinque minuti, dovendo percorrere tutta via Giovan Battista Franco (costeggiando la ferrovia), girando all’incrocio con via Galloppo e attraversando il sottopasso ferroviario verso via Picarielli. Il ponte di sera è completamente buio, come anche la strada lungo la quale bisogna ancora proseguire dopo averlo attraversato.

Nessuno avviso è stato divulgato attraverso i media. Questo può significare anche perdere la metro per qualche cittadino malcapitato che, per svariate ragioni, fosse costretto a prendere il treno all’ultimo istante. Un imprevisto non indifferente, visto che le corse della metropolitana di Salerno hanno un intervallo medio di attesa anche di 40 minuti.
Non è la prima volta che le stazioni restano chiuse e anche le modalità sono le stesse, purtroppo per i cittadini.
L’8 ottobre 2016, i viaggiatori trovarono i cancelli chiusi delle stazioni, senza neanche un cartello affisso per indicarne il motivo. In quell’occasione Alberto De Sio, direttore di esercizio di Salerno Mobilità, parlò alla stampa di “problema storico” riguardante il deflusso delle acque.
“Il problema è strutturale e, finché non si interverrà con decisione sulle stazioni, i disagi di oggi potranno ripresentarsi come è già successo in passato”, dichiarava De Sio. Un presagio che alla fine si è dimostrato fondato. Eppure proprio tre anni fa, in quegli stessi giorni, Salerno Mobilità comunicava alla stampa che “il comune già stava provvedendo ad assegnare i lavori di rifacimento ad una ditta”, sottolineandone la prioritaria necessità, poiché “si stanno spendendo molti più soldi di interventi straordinari, rispetto a quanti ne servirebbero per dei lavori strutturali di miglioramento del deflusso delle acque”.

I bagni chiusi

Oggi non sono note la cause dell’ennesimo disservizio, eppure dopo altri 3 lunghi anni, a pochi giorni dall’ennesimo annuncio di prolungamento e potenziamento, la Metropolitana di Salerno in realtà si presenta ancora così: bagni fuori servizio con le porte serrate dai lucchetti, corridoi in parte fatiscenti e con controsoffittature precarie e, alle volte, varchi completamente chiusi ai passeggeri, costretti a percorsi alternativi non proprio da cartolina.

Marco Giordano

Marco Giordano

Non fatevi ingannare dall'abito elegante. Non sono un monaco, però mi ribattezzo "Data Rider": un Tomb Rider profana le tombe, io profano i dati tombati nei polverosi archivi delle Pubbliche Amministrazioni. Possono raccontarci molto più della propaganda e delle chiacchiere, quelle di chi fa il monaco senza nemmeno l'abito. Giornalista economico, datajournalist.