Salerno, vergognosa la truffa ai danni dei marocchini

È la storia di gruppi di italiani che, in collaborazione con alcuni intermediari del Marocco, hanno offerto a singoli migranti servizi illeciti per rispondere ad una domanda di documenti, con l'effetto di trasformare in irregolari quanti avrebbero voluto semplicemente giungere ad avere un permesso di soggiorno

0
2144
Sfruttamento e incommentabili truffe ai danni di marocchini nella Piana del Sele

Ancora una truffa a danno di marocchini in provincia di Salerno. Ancora una truffa organizzata da una rete di intermediari con a capo colletti bianchi italiani. Ancora una truffa con la responsabilità di alcune imprese agricole della Piana del Sele e dell’Agro Nocerino-Sarnese. Tutto ciò con l’aggravante della riduzione in schiavitù di una persona e lo scambio sistematico tra debito e lavoro non pagato.
L’indagine coordinata dal procuratore Luca Masini, che ha portato a 35 ordinanze di custodia cautelare, ha evidenziato l’organizzazione di una rete criminale che ha utilizzato il decreto flussi per consentire ai suoi membri di far soldi sulla speranza di una vita migliore di altre persone.
Cosa è il decreto flussi? È un decreto che viene pubblicato ogni anno con il quale si fissano delle quote di ingresso in Italia (sempre meno, quasi pari a zero, nell’ultimo decennio) solitamente per lavoro stagionale. Le imprese possono assumere una persona, la quale deve risultate ancora nel suo paese di origine. La persona ottiene un nulla osta e giunge in Italia in maniera regolare. A quel punto deve formalizzare il contratto di lavoro con l’impresa che ne ha richiesto l’occupazione e, così, ottenere il permesso di soggiorno per lavoro stagionale.
Cosa è accaduto in questo caso? Secondo quanto riportato dal procuratore Masini, le imprese non hanno formalizzato l’assunzione. Fino al 2007, se un’impresa si tirava indietro le persone immigrate diventavano addirittura irregolari. Dal 2007, questa situazione è cambiata. La circolare 3836 del 20 agosto 2007 del Ministero dell’Interno dispose che, in caso di mancata stipula del contratto di soggiorno per indisponibilità del datore di lavoro, la persona straniera potesse richiedere il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione. In base a questa circolare le persone giunte con il nulla osta del decreto flussi non diventano irregolari, ma devono cercarsi un lavoro, anche se pensavano di averne già uno. In questa condizione, chi non è in grado di attivare reti di sostegno resta oggetto delle uniche reti che conosce, quelle che lo hanno fatto arrivare in Italia. La condizione di soggezione a queste è, quindi, fortissima. E la subordinazione a rapporti di sfruttamento diviene facilmente una regola.
E questa è proprio la storia vissuta da tante persone nella Piana del Sele. È la storia delle truffe ai migranti marocchini, la prima delle quali è stata accertata già nel 2007, avviando anche un processo, grazie anche alle denunce di singoli lavoratori e alla Direzione provinciale del lavoro, che rischia, nei prossimi mesi, di andare in prescrizione. È la storia di gruppi di italiani che, in collaborazione con alcuni intermediari marocchini, hanno offerto a singoli migranti servizi illeciti per rispondere ad una domanda di documenti, con l’effetto di trasformare in irregolari quanti avrebbero voluto semplicemente giungere ad avere un permesso di soggiorno.
È la storia, per concludere, di tanti marocchini, spesso braccianti agricoli, che, negli anni, hanno imparato che per acquisire qualche diritto in Italia bisogna pagare: pagare per comprare un contratto di lavoro o per ottenere un permesso di soggiorno. Pagare per dare le caccia ai documenti, mentre, intanto, il tempo, spesso quello della gioventù, passa. E spesso passa a vuoto.