Salvare “la Città” dagli insani propositi societari

La redazione del quotidiano salernitano non merita l'ingiustificato trattamento impostole dall'editore. Occorre seguire le indicazioni del Comitato di redazione per tornare alla trattativa e costruire in maniera democratica un piano di rilancio del giornale

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La Città di Salerno continua a ridimensionare e licenziare. E ancora una volta lo fa con il metodo delle liste nere e senza un piano di rilancio economico e professionale. Un’impresa culturale che, per circa venti anni, ha svolto un’attività importante per l’intera provincia, subisce un ulteriore colpo. Quest’ultimo viene dopo il colpo durissimo, e, in realtà, definitivo, giunto dalla cessione nell’autunno 2016 da parte del gruppo l’Espress-Finegil Editoriale di proprietà di Carlo de Benedetti alla società So.Ge.P.Im. srl della famiglia Lombardi-Scarlato, con interessi imprenditoriali prevalenti nell’ambito di cartiere, imballaggi, ricezione alberghiera, calcio e sanità.

Cinque giorni di sciopero alla Città di Salerno per protestare contro la decisione societaria che prevede quattro licenziamenti

Se portato a termine, si tratterà di un ulteriore avanzamento di un processo di smantellamento che impatta molto negativamente non solo sulle persone delle quali sono stati annunciati i licenziamenti, ma anche sull’intero territorio, sul piano della qualità e della diffusione dell’informazione. E questo accade in un’area territoriale già mortificata da politiche culturali discutibili e impoverita dalla fuga di tante persone, soprattutto giovani.
Nel 2017, dopo l’annuncio di un’ulteriore cessione della testata, questa volta ad una società fiduciaria, e di un piano di forte ridimensionamento del giornale, fu promosso un appello per chiedere un ripensamento, firmato da una serie di esponenti della società civile salernitana, specialmente lavoratori e lavoratrici dell’Università, delle cultura e delle professioni, per la difesa de “La Città”. L’appello sollevava alcuni problemi, tra cui quelli relativi alla reale proprietà del giornale, evidenziando come il lavoro dei giornalisti e delle giornaliste fosse fondamentale per il territorio della provincia di Salerno e dovesse svolgersi, di conseguenza, nella massima chiarezza: una condizione che veniva definita “non compatibile con una proprietà schermata e incertezze totali sui propri interlocutori”. D’altronde, la cessione del 2016 era stato oggetto anche di un’interrogazione parlamentare della senatrice Rosaria Capacchione il 27 settembre dello stesso anno (https://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/278823), che aveva evidenziato una serie di opacità, tra cui i rapporti tra Giovanni Lombardi e Roberto Conte, “imprenditore a lungo coinvolto in inchieste giudiziarie e condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica”, nel “corso di un ampliamento della compagine societaria della Casertana” (la squadra di calcio, ndr).
Dunque, diversi dubbi sulla proprietà e, con essi, sui reali piani economici che interessavano il giornale. Questa condizione di incertezza, di tipo imprenditoriale, lavorativo e culturale, è proseguita nel periodo che ci separa da quell’appello e dalla cessione della proprietà, ma nulla è cambiato. Né, tanto meno, nel frattempo, sono stati chiariti i termini economici di quella cessione o le reali intenzioni della reale proprietà del giornale. L’unica certezza riguarda il nuovo paventato taglio del personale e, come sottolineato dal Comitato di redazione del giornale, il drenaggio di risorse da parte della proprietà “in favore di progetti editoriali riferibili ad altre sigle societarie”.
La redazione de La Città, per lungo periodo un punto di riferimento per l’intero territorio di Salerno e la popolazione locale, non merita questo trattamento. Seguire le indicazioni del Comitato di redazione per tornare alla trattativa e costruire in maniera democratica un piano di rilancio del giornale costituiscono due premesse per restituire il necessario rispetto, e dignità, ai giornalisti e giornaliste del quotidiano salernitano e a tutto il territorio.