Finalmente, Matteo Salvini non è più Ministro dell’Interno. La società italiana si libera di un pericolo. Almeno per ora.
Matteo Salvini è stato il ministro del ‘prima la polizia’, sancito dal Decreto sicurezza bis, oltre che del razzista ‘prima gli italiani’. Il capo della Lega è stato il ministro della caccia ai rom, della guerra alle navi della solidarietà e alle persone naufraghe, dell’approfondimento della repressione dei movimenti per la casa così come del lavoro degli ambulanti. Matteo Salvini è stato il ministro che ha minacciato e fatto sgomberare spazi sociali e strutture abitative occupate in assenza di alternative in nome di un’astratta legalità, in un paese che basa parte della sua economia e delle sue crescenti disuguaglianze proprio sull’illegalità: quella del lavoro nero e grigio, dell’evasione fiscale e contributiva e della speculazione immobiliare.
Matteo Salvini ha agito contro nemici esplicitamente individuati: centri sociali, movimenti per la casa, navi delle ong, rom, ambulanti, immigrati e richiedenti asilo, attivisti e attiviste dei movimenti sociali e dell’antirazzismo, sindacati conflittuali. E proprio questi soggetti e la solidarietà che si è organizzata attorno ad essi hanno contribuito ad alimentare le pratiche e le iniziative che, in vari modi, hanno contrastato l’azione lesiva di diritti del Ministro Salvini. È il caso, ad esempio, del movimento contro il decreto sicurezza che ha visto cortei in tutta Italia (Salerno compresa) e tante iniziative di contrasto, con l’attivazione di gruppi di immigrati, attivisti, avvocati, e, in alcune città, anche di alcuni sindaci. È il caso delle iniziative di contestazione durante i comizi della Lega che si sono accentuate e moltiplicate negli ultimi mesi, durante le quali si sono anche registrati comportamenti di repressione del dissenso da parte delle forze di polizia (anche questo è avvenuto a Salerno). Così come è stato il caso della moltiplicazione delle mobilitazioni sulla base della richiesta di ‘aprire i porti’, attive sin dal primo blocco alle navi con a bordo naufraghi imposto dal Ministro dell’Interno e che hanno caratterizzato parte dell’opposizione sociale al Ministro e Governo Salvini.
È tutta questa opposizione sociale, insieme a tutti i soggetti direttamente colpiti dalle leggi e politiche di Salvini, che dovrà festeggiare nei prossimi giorni appena Salvini avrà lasciato il Ministero. Ovviamente, il fatto che si verifichi questo cambio non vuol dire che ora tutto vada bene. Per chi è attivo per l’affermazione dei diritti e bisogni negati, o vive tali condizioni, non ci sono governi di per sé amici. Figuriamoci un eventuale Governo che eredita le politiche salviniane e quelle ispirate da Marco Minniti.
Festeggiare sarebbe necessario, tuttavia, per mostrare la rilevanza che l’opposizione sociale ha avuto nei riguardi del Governo Salvini. Non solo per rivendicare un merito, ma soprattutto per rilanciare le proposte che hanno alimentato tale opposizione. E, quindi, festeggiare per mobilitarsi e chiedere il ritiro dei Decreti sicurezza, la sospensione dei piani di sgombero, il riconoscimento dei movimenti di lotta per la casa, la costruzione di una politica di accoglienza delle persone richiedenti asilo e rifugiate non fondata sul business e l’assistenza ma sul protagonismo delle persone, la fine delle politiche repressive di decoro urbano. Mettendo da parte primati di razza o territorio che servono solo a costruire e legittimare disuguaglianze e ingiustizie.