È un divario di ben 85 punti quello che separa il virtuoso Veneto dalla zoppicante Campania, ultima regione d’Italia per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza in campo sanitario. Ma, più in generale, è il divario tra le regioni settentrionali e quelle meridionali a farsi più marcato, benché anche al Nord non manchino deficienze, anche gravi, del servizio sanitario. Questo il risultato che emerge dall’analisi dei dati contenuti nel VI Osservatorio civico sul federalismo in Sanità realizzato da Cittadinanzattiva.

Ancora una volta, dunque, è la Campania a fare da fanalino di coda. Un dato particolarmente evidente se si fa riferimento ai livelli essenziali di assistenza garantiti dai diversi servizi sanitari regionali: benché si sia registrato un generale miglioramento, sono due regioni del Mezzogiorno, Calabria e Campania, a restare sotto soglia 160, ovvero il limite minimo per considerare una Regione adempiente nell’erogazione dei Lea. La Campania, in particolare, pur recuperando 18 punti rispetto al 2015 si ferma a quota 124, ben 36 in meno rispetto alla sufficienza. Le cose non vanno meglio se si prende in considerazione il dato relativo alla spesa sanitaria pro capite: ai 2.430 euro della Provincia Autonoma di Bolzano ed ai 2.120 dell’Emilia Romagna fanno da contraltare i 1.770 della Campania. Anche la spesa a carico delle famiglie – 114 euro mensili la media nazionale – registra evidenti disparità a livello territoriale: si va dai 159 euro della Lombardia ai 127 del Veneto per arrivare ai 74 della Calabria ed ai 64 della Campania. Altro capitolo doloroso per le regioni centro-meridionali è quello relativo alla capacità di spesa dei fondi statali destinati all’ammodernamento di strutture e macchinari sanitari. Se Regioni come Veneto, Emilia Romagna e Toscana hanno impiegato il 100% delle risorse disponibili, l’Abruzzo arriva al 36,5%, la Campania al 31,1% ed il Molise appena al 21,5%.

Il capitolo prevenzione – vaccinazioni e screening oncologici – presenta qualche dato più confortante, ma la situazione generale della Campania resta difficile. A fronte di una buona copertura vaccinale, infatti, la Campania è una delle sei Regioni che non raggiunge il livello minimo previsto nel campo dei controlli destinati alla prevenzione delle patologie oncologiche.

Puntuale la replica della Regione Campania, secondo cui il report di Cittadinanzattiva sarebbe stato redatto sulla base di dati non aggiornati. In particolare da Palazzo Santa Lucia si fa sapere che nel 2017 la Campania sarebbe vicina alla soglia dei 150 punti per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza, dati che fanno il paio, tra l’altro, con i risultati raggiunti in campo vaccinale – il 95% di copertura vaccinale per l’esavalente il 92% per tetravalente e morbillo –  e con la riduzione dei parti cesarei dal 46% del 2015 al 36% del 2017. In miglioramento, sottolinea l’amministrazione regionale, anche i dati relativi alle liste d’attesa.