Sanità, la Lega ha salvato De Luca. 5 Stelle infuriati

Salvini fa saltare a Palazzo Chigi la nomina del commissario già scelto, il ligure Fulvio Maiorano. I grillini su tutte le furie: «Andrà via, il Consiglio dei ministri provvederà presto». Scenario torbido e manovre in vista delle Regionali: c'è chi insinua che il Carroccio potrebbe sostenere il governatore con una lista civica

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Commissario alla sanità, la Lega salva De Luca (per ora). Sulla Campania esplode lo scontro tra alleati di governo, e nel consiglio dei ministri salta il siluramento del governatore-commissario. Il Carroccio tira uno sgambetto al M5S, con lo sguardo alle urne: quelle europee, ma anzitutto quelle delle regionali 2020, dove i grillini potrebbero capitalizzare la cacciata del governatore uno e bino. Per adesso De Luca resta al suo posto, in barba alla norma sull’incompatibilità, approvata il 18 dicembre con l’obbligo di rimuoverlo entro 90 giorni. Il perno della manovra è il sottosegretario leghista all’Economia, Massimo Garavaglia. Detiene un potere inaggirabile, nella complessa procedura: notificare lo sfratto all’attuale commissario, atto propedeutico alla nuova nomina nel Cdm. Garavaglia, però, non procede. Si barrica dietro i conti risanati della sanità campana, un traguardo raggiunto però con lacrime e sangue. Per il sottosegretario, questi numeri sono buoni per il via libera all’uscita dal decennale commissariamento. Una riflessione che è fumo negli occhi per il M5S. Sull’uscio, quindi, rimane un candidato in pectore per la Campania: il ligure Fulvio Moirano, supermanager della sanità sarda, favorito dopo lunga ricerca. In suo favore un curriculum di primo piano, e la distanza dai voraci intrecci della sanità campana. «Per la nomina se ne riparla al prossimo consiglio dei ministri» assicurano ambienti pentastellati. Oggi no, non era cosa, perché a Palazzo Chigi la tensione si toccava con mano. Nella Lega, l’ordine di scuderia era “salvate il soldato De Luca”. Una difesa a oltranza, in omaggio allo storico asse tra il governatore e «gli amici leghisti». De Luca e il Carroccio si piacciono da sempre, al netto di schermaglie di facciata. Qualcuno si spinge a pronosticare ardite alchimie, in vista delle regionali. «Tra un anno – sussurra un grillino informato – nessuno può sapere lo scenario, e alla Lega nessuno può escludere in Campania convergenze sull’attuale governatore, magari con una lista civica». Fantapolitica, al momento. Molto più reale la tensione elettorale nell’esecutivo. Le Europee incombono, e sullo sfondo c’è pure la corsa a Palazzo Santa Lucia, tra un anno. Se i 5 stelle ottenessero lo scalpo di De Luca, sarebbe un trofeo da esibire in Campania, spezzando la storica liason tra centrosinistra e sanità. La posta è alta, e allora il M5S schiera l’artiglieria pesante. «La gestione della sanità in Campania è indifendibile – tuona il ministro della salute, Giulia Grillo, all’Huffington Post -, mi aspetto che la Lega ci sia alleata. Non può barattare la salute dei cittadini con valutazioni di strategia politica. Io ci sto mettendo la faccia, il commissariamento non è una scelta comoda, anzi». La Grillo auspica il rapido arrivo del nuovo commissario. «Lo dobbiamo ai cittadini campani che – sostiene – non hanno una sanità all’altezza del resto del Paese. I conti della Campania sono migliorati, ma la salute dei campani no e i Lea (Livelli essenziali di assistenza) sono ancora sotto la sufficienza. Se per far quadrare i conti hai sacrificato i servizi sanitari, io non posso dire che la sanità regionale è in sicurezza». In consiglio regionale, i grillini sparano ad alzo zero sul Carroccio. «L’operazione salva-De Luca della Lega – attacca Valeria Ciarambino – è sulla pelle dei campani». Ciarambino sfida i colonnelli leghisti locali, il deputato-coordinatore regionale Gianluca Cantalamessa e la sottosegretaria Pina Castiello. «Decretare l’uscita dal commissariamento – sottolinea la consigliera pentastellata – equivale a promuovere inspiegabilmente un interminabile elenco di scelte scellerate, dando mano libera al governatore nel proseguire la sua opera di devastazione. Ci dicano, una volta per tutte, se in nome di un accordo politico con il peggiore di tutti gli amministratori nella storia della nostra regione, hanno deciso oggi di stare dalla parte dei nemici della nostra terra». E Cantalamessa temporeggi ancora. «Non prendo come accuse le parole degli amici 5 Stelle – dice il parlamentare- noi non sosteniamo l’ipotesi di De Luca-commissario. La valutazione nel merito è ancora in corso ed è chiaro che si devono vedere bene tutti i numeri del piano di rientro e anche i curricula dei vali candidati. Ma è chiaro che l’ipotesi che il commissariamento resti e che ci sarà un cambio di commissario al momento resta la più accreditata». A questo punto, il dossier passa ai piani alti: se la vedranno Salvini e Di Maio.