La Giunta comunale di Salerno ha deliberato l’eliminazione del cosiddetto mercatino etnico di via Vinciprova. Con la delibera 218 del 13 giugno 2019 la Giunta ha deciso di sopprimere questa area e di procedere “allo sgombero della stessa dalle strutture ad oggi insistenti sull’area attrezzata per lo svolgimento dei mercatini etnici”.
Quando l’area fu inaugurata nel 2006 fu presentata dal Comune di Salerno (http://www.comune.salerno.it/client/scheda.aspx?scheda=4416&stile=7&parent=3912&ti=46) come un’area in cui “assaporare i colori e le atmosfere di una città del Commercio e della Solidarietà”, in cui “i venditori ambulanti extracomunitari attendono i clienti in strutture ispirate alle tradizioni popolari dell’Africa e dell’Asia. Il visitatore avrà l’impressione di trovarsi nel cuore del Gran Bazar circondato da merci, profumi e suoni esotici; potrà immergersi nello shopping ma anche conoscere nuove culture ed espressioni di vita. I Mercati Etnici diventeranno col tempo un’attrazione turistica per la nostra città. La realizzazione dei Mercati Etnici è stati concordata tra l’Amministrazione Comunale ed i rappresentanti dei venditori nel rispetto della legalità e dell’ordinato svolgimento dell’attività commerciale. La nuova organizzazione consente di prevenire e reprimere l’abusivismo dando sicurezza e serenità ai venditori ed alle loro famiglie L’apertura dei Mercati Etnici è un concreto gesto d’integrazione economica e socioculturale degli immigrati nella nostra comunità. Li riteniamo una risorsa preziosa per costruire un futuro di Pace e Solidarietà”.
Avete letto bene. Parole scritte dal Comune di Salerno, 13 anni fa.
Cosa è successo, poi? Si sono succeduti anni ed anni di abbandono dell’area di via Vinciprova da parte dell’Amministrazione comunale, mentre negli ultimi tre anni è stata negata l’area del sottopiazza della Concordia ai lavoratori ambulanti senegalesi e bangladesi, concedendola per altre attività ad associazioni di imprese italiane. Contemporaneamente è stata messa in piedi una campagna di criminalizzazione degli stessi ambulanti e fatto diventare il Lungomare un’area militarizzata, svuotandola quasi del tutto della evidentemente fastidiosa presenza dei neri, avviati in una deriva di impoverimento.
Ed ora si è arrivati a negare quell’area di via Vinciprova, individuata in passato insieme dal Comune e le associazioni senegalese e bangladesi, senza avere consultato nessuno. Senza una comunicazione, un confronto. E, come al solito, in assenza di alternative.
È un grave problema per la democrazia locale il fatto che si governi in questo modo. Sulla testa e la vita delle persone. Ed ancora più grave è che questo accada con giunte democratiche e di sinistra. Le quali dovrebbero lavorare per rispondere in modo collaborativo ai problemi e bisogni sociali e, invece, vanno avanti indifferenti agli interessi sociali politicamente più deboli. Contribuendo a dare colpi a giustizia e diritti. E ad aprire sempre più la strada all’avanzata di politiche reazionarie.