Scafati, 70 orti sociali contro la sopraffazione camorristica

In un bene confiscato alla famiglia Galasso una straordinaria esperienza di lavoro comunitario, solidarietà e recupero delle tradizioni nel nome di Nicola Nappo, vittima innocente della violenza dei clan. A luglio arriveranno i volontari di Libera per un campo estivo

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In via nuova San Marzano a Scafati è nato, in un terreno confiscato al clan Galasso, il Fondo Agricolo Nicola Nappo. Dodici ettari di riscatto sociale gestiti da una comunità che lotta contro la camorra. Una rete di cittadini e associazioni, tra cui il Circolo ARCIFerro 3.0 e l’associazione antiracket Finetica, che con ALPAA – Associazione Lavoratori Produttori Agroalimentari e Ambientali – in qualità di capofila – ha costituito una ATS (Associazione Temporanea di Scopo), per gestire il terreno confiscato. Nicola Nappo era un giovane meccanico di Poggiomarino, vittima innocente della camorra. Il nove luglio saranno passati esattamente dieci anni da quando, l’allora 23enne Nicola, venne colpito dai proiettili dei killer. Quelle pallottole dovevano servire a regolare dei conti interni alle bande che spadroneggiavano e che ancora sono attive nell’agro nocerino sarnese. Un errore costò la vita a Nicola Nappo che usciva da un bar del centro. La vicenda di Nicola Nappo ricorda a ognuno di noi, semmai ve ne fosse ancora bisogno, quanto sia pericolosa la camorra. Essa non solo condanna i nostri territori al sottosviluppo, ammorbandoli con i suoi loschi traffici, ma li imbarbarisce con la propria violenza, rendendo pericolosa anche una semplice passeggiata.

Per combattere questo sistema di sfruttamento e morte, per verificare se gli anticorpi sociali e civici sono ancora in circolo, è nato il Fondo Nicola Nappo. Grazie al determinante sostegno della FLAI – CGIL, di LIBERA e dell’ANPI oggi, a circa un anno dall’affidamento, il Fondo Nappo ha fatto passi da gigante coinvolgendo tanti cittadini, istituti scolastici e parrocchie. Settanta gli orti sociali affidati ad altrettante famiglie, centinaia gli alberi donati e piantati (agrumi, ulivi, nespole, albicocche, nocciole e vite catalanesca). Un’opera svolta da decine di volontari decisi a creare lavoro pulito e che presto vedrà anche la coltivazione di alcune delle eccellenze agro-alimentari del territorio: il pomodoro San Marzano DOP e il cipollotto nocerino DOP. Un lavoro che però non è esente da difficoltà oggettive. Uno dei pochi manufatti presenti nel terreno è stato brutalmente vandalizzato all’indomani dell’affidamento del fondo. Quella che doveva essere la sede, anche didattica, dell’iniziativa è inagibile. Per questo motivo è in corso una campagna di crowdfunding (https://www.planbee.bz/it/project/terra-viva) per raccogliere le risorse necessarie a ripristinarla e a realizzare altre opere necessarie a rendere il fondo pienamente attivo. Sempre per autofinanziarsi gli “ortolani” hanno avviato dei mercatini domenicali itineranti dove offrono i frutti del loro lavoro (tutte le coltivazioni sono rigorosamente biologiche) in cambio di qualche offerta per l’iniziativa. Un modo per farsi conoscere  e creare comunità. Nel mese di luglio il fondo ospiterà un campo estivo di Libera e verrà realizzato un cineforum all’aperto (ogni giovedì sera per tutto il mese). Per scoprire dove sarà il prossimo mercatino del Fondo Nappo, per partecipare agli eventi, per entrare a far parte della comunità basta visitare la pagina facebook del Fondo. @fondoagricolonicolanappo