Sciopero confermato: si torna in campo nel 2020

L'incontro di ieri sera tra il presidente Figc Gravina e il ministro dell'Economia è stato "istituzionalmente corretto". Ma- ha precisato al termine della riunione il presidente di Lega Pro Ghirelli - c'è la necessità "di atti tangibili e concreti, di passare dalle analisi ai provvedimenti" per la sostenibilità economico-finanziaria dei club di Lega Pro.

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Lo sciopero della serie C è confermato: questo fine settimana le squadre non scenderanno in campo per la prima giornata del girone di ritorno. Le gare ufficiali torneranno direttamente nel 2020. Con ogni probabilità i match in programma questo weekend saranno recuperate in un turno infrasettimanale nel mese di gennaio.
L’incontro con il ministro Gualtieri. La decisione di confermare lo sciopero è giunta al termine della riunione tra il presidente Figc Gabriele Gravina e il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
“Abbiamo la necessità di atti tangibili e concreti, di passare dalle analisi ai provvedimenti” – ha detto il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli al termine della riunione – Noi sappiamo di compiere un atto importante, domenica non si gioca. Di ciò ho informato il consiglio direttivo”.
Ghirelli ha riconosciuto che si è trattato di un incontro “istituzionalmente corretto” e ha ringraziato “sentitamente il Ministro per l’attenzione riservata alla Lega Pro e la disponibilità al dialogo dimostrata. Così come ringrazio il presidente Gravina. L’incontro è stato positivo perché ha consentito di delineare cosa serva ai nostri club e sono emersi interessanti spunti di riflessione. Quello che ci interessa è che i club di Lega Pro arrivino alla sostenibilità economica-finanziaria”.
La defiscalizzazione. Secondo i vertici della Lega Pro sono necessari sgravi fiscali per consentire alle società di serie C di investire maggiormente in infrastrutture e nella formazione dei giovani. La Lega Pro aveva già chiaramente mostrato la propria posizione sul tema della defiscalizzazione per i club di serie C: la scorsa settimana, tutte le gare erano iniziate con 15 minuti di ritardo in segno di protesta. Nel decreto “milleproroghe” potrebbe entrare qualche provvedimento favorevole ai club di Lega Pro. Ma, in attesa che le proposte si concretizzino dopo l’incontro di ieri, gli stadi resteranno chiusi fino al 2020.