Scuole chiuse, il pasticcio dell’ordinanza

Ricorso d'urgenza di 10 genitori, tutti giuristi, per annullare l'atto. Il Tar vuole "vedere le carte": entro domani mattina la Regione Campania deve integrare l’istruttoria, apparsa carente nel testo del provvedimento

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Lo stop alle lezioni “in presenza” nasconde forse un pasticcio politico e burocratico. Così, entro le 10 di domani mattina, la Regione deve depositare al Tar Campania tutti gli atti istruttori, alla base dell’ordinanza di chiusura delle scuole. L’ordine arriva da un decreto, emesso dalla quinta sezione del tribunale amministrativo. La decisione giunge a seguito del ricorso d’urgenza di dieci genitori napoletani, tutti esperti di diritto, tra i quali ci sono notai e magistrati. L’atto – redatto dagli avvocati Felice Laudadio ed Alberto Saggiomo – chiede al Tar l’annullamento dell’ordinanza, previa sospensione dell’efficacia. I giudici, in pratica, vogliono vederci chiaro: la richiesta a Palazzo Santa Lucia (non costituito in giudizio) è di integrare l’istruttoria dell’ordinanza numero 79, nel cui testo appare carente. «A seconda di quello che produrrà la Regione entro lunedì (domani, ndr) – afferma l’avvocato Saggiomo -, il presidente del collegio deciderà se possono ritenersi integrate le esigenze istruttorie, o se potrà disporre la riapertura delle scuole». La pronuncia cautelare ci sarà domani o martedì. Ma come si è arrivati a questo? «Uno degli elementi su cui abbiamo fondato la serie di censure del ricorso – spiega il legale – era legato al fatto che il governo e il ministero dell’istruzione, quando il 26 giugno hanno fatto le linee guida per la ripresa dell’attività scolastica, lo hanno fatto all’esito di un procedimento molto articolato in cui hanno coinvolto tutti i soggetti istituzionali, comprese le stesse regioni, si sono avvalsi dei pareri dei comitati tecnico scientifici, cosicché la riapertura delle scuole è intervenuta dopo una serie di valutazioni molto approfondite di tutti questi elementi che consentivano di aprire in sicurezza. La Regione Campania, invece, tutta questa istruttoria non l’ha fatta. Anzi, addirittura si è limitata a richiamare parzialmente un report recente del ministro dell’istruzione Azzolina, senza però riferire che quel report andava nel senso di rassicurare la comunità, in quanto le percentuali di contagio rinvenute nella popolazione scolastica – studenti, personale, corpo docente – erano decisamente inferiori rispetto alle medie riscontrate in altri ambiti». Quindi, secondo Saggiomo, «con un’operazione un po’ artata, la Regione ha preso da questo report quello che le serviva, e ha trascurato quello invece che sarebbe andato contro un provvedimento restrittivo. E il Tar queste cose le ha apprezzate, e ha chiesto a questo punto alla Regione tutti gli atti istruttori che giustificassero una scelta drastica come quella della chiusura delle scuole». In sintesi, per il tribunale, «manca la dimostrazione, da parte della Regione – osserva il legale-, che con la chiusura delle scuole sicuramente ci sarebbe stato un ridimensionamento del rischio contagio. E manca la prova che con la permanenza dell’apertura delle scuole, peraltro ribadita due giorni prima dal premier Conte, sicuramente ne sarebbe derivato un aggravamento del rischio contagio». Saggiomo sottolinea: «I genitori hanno presentato ricorso non solo nella qualità di soggetti esercenti la potestà genitoriale dei figli, ma anche in proprio, quali soggetti lavoratori». Per i ricorrenti, infatti, l’ordinanza non solo lede il diritto all’istruzione, ma causa «un nocumento alla loro attività lavorativa, che non potrebbero prestare adeguatamente, se fossero costretti a prestare un’assistenza domestica ai minori». La necessità di «verificare più compiutamente – si legge nel decreto -, e già nella presente sede (fase cautelare monocratica, ndr), i presupposti sui quali l’ordinanza impugnata si fonda», consegue anche ad un dato di fatto: «L’impossibilità di esame cautelare in sede collegiale prima del termine di efficacia» dell’ordinanza di De Luca, fissato al 30 ottobre (salvo proroghe successive).

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)