Sempre, solo Tav. E nel Salernitano è inferno trasporti

La Torino-Lione si è scoperto ombelico del mondo, un'urgenza indifferibile ma nessuno reputa una priorità far viaggiare persone - con tutto il rispetto - da Salerno verso la Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Sicilia. Niente, siamo solo alle promesse. Ecco tutte le clamorose criticità a sud di Napoli

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Se Cristo si è fermato a Eboli, l’alta velocità nemmeno quello, arrestandosi a Salerno. Il Tav Torino-Lione si è scoperto ombelico del mondo, un’urgenza indifferibile: da 30 anni però, e per trasportare merci. Ma nessuno reputa una priorità far viaggiare persone – con tutto il rispetto – da Salerno verso la Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Sicilia. Niente, siamo solo alle promesse. Anzi per far digerire la Torino-Lione ai riottosi 5 stelle, Matteo Salvini annuncia una sblocca-cantieri nel prossimo consiglio dei ministri, così da portare l’alta velocità nel Mezzogiorno. E quindi, considerando i tempi di realizzazione, se ne parlerà tra qualche decennio. La parola d’ordine, adesso, è avviare il collegamento Italia-Francia. Il resto si vedrà. Ma intanto, anche nei trasporti ferroviari, si allargherà la forbice sud-nord.

Tav Salerno-Reggio: no, sì, forse. Rimarrà carico di incertezze, invece, l’orizzonte meridionale dell’alta velocità. Lo scorso ottobre, l’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, Maurizio Gentile, spiegava ai senatori della Commissione Trasporti: «Portare l’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria costerebbe circa 12 miliardi, attualmente su questo progetto non sono previste risorse». E poi aggiungeva: «C’è un dibattito in corso su portare l’Av in Calabria e in Basilicata. La risposta deve essere data dalla politica, la scelta è politica». Ugualmente a rilento, i progetti sulle direttrici Messina-Catania-Palermo, Napoli-Bari e Lecce-Taranto, di cui si parla da diversi lustri.
Ritardi clamorosi nei collegamenti ferroviari al Sud con l’Alta Velocità che sembra diventare sempre di più un miraggio

I treni ad alta criticità. Nella mistica attesa del Tav, il tempo medio di percorrenza, tra Salerno e Reggio Calabria, è di 4 ore e 28 minuti. Un treno ad alta criticità, più che altro. Il convoglio più rapido impiega 3 ore e 19 minuti. Ma non va certo meglio sulle altre tratte. Si fa prima a volare a New York, che a viaggiare sui binari da Salerno a Bari. Non ci sono diretti, la media è di 6 ore e 14 minuti, e nel migliore dei casi ci vogliono 3 ore e 53 minuti. E i trasporti da e per la confinante Basilicata? Sull’asse Salerno-Potenza, i treni più svelti impiegano 2 ore e 10 minuti, mentre la media è di 2 ore e 56 minuti. Infatti, la linea Battipaglia-Potenza-Metaponto è inserita tra le 26 opere prioritarie, dal rapporto Pendolaria di Legambiente. Ma c’è un dettaglio: i lavori sono bloccati dall’assenza di fondi. Ma vallo a dire agli ultrà della Torino-Lione, in molti anche al sud. Eppure, quella linea ha un disperato bisogno di velocizzazione. A tanti farebbe comodo: la Battipaglia-Potenza-Metaponto serve un bacino di 290.000 persone. La spesa, incluso il materiale rotabile, è di 1.167 milioni di euro. Ma i finanziamenti disponibili sono di appena 32 milioni. Occorrono interventi di adeguamento del tracciato, con riduzione delle pendenze ed aumento dei raggi minimi. In mancanza, ci sono ripercussioni sulle velocità: sulle tratte Salerno-Potenza Inferiore e Potenza Inferiore-Metaponto, è rispettivamente di 55 km/h e 76 km/h.  «La velocizzazione/potenziamento della tratta Battipaglia-Potenza, il cui costo complessivo ammonta a 491 milioni – afferma Pendolaria -, vede il progetto ancora ad un livello preliminare. Per la tratta Potenza-Metaponto il costo è di 646 milioni e non esiste alcun finanziamento. A questi è fondamentali poi affiancare l’acquisto di nuovi treni moderni ed affidabili viste le costanti critiche dei pendolari e l’età media dei convogli». Tuttavia, questo passa in cavalleria. Perché è dietro alle grandi opere che «ci sono di solito general contractors e grandi imprese, forti interessi in gioco e quindi – sottolinea Legambiente – si prendono tutto lo spazio di attenzione mediatica e politica». Un sospetto ci era venuto.