Sequestrati i pc all’Unità di crisi

Nelle mani della Procura atti e corrispondenze “sensibili” tra la Soresa, la Regione Campania e la società T-Link

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La Procura di Napoli avrebbe sequestrato dei computer all’interno dell’Unità di crisi della Regione Campania. A rivelarlo è stato Marcello Taglialatela che ieri ha tenuto una conferenza stampa per presentare il suo quinto esposto sulla vicenda degli ospedali Covid. «Ho appreso che la magistratura ha sequestrato dei computer all’Unità di crisi ed ha sequestrato altri atti ufficiali e corrispondenze tra Regione Campania, Soresa e una delle società che aveva partecipato alle gare o che comunque aveva cercato di partecipare alle gare, la T-link – ha spiegato – Quando vengono sequestrati i computer lo si fa per capire se quei computer contengono dati sensibili o se quei dati sensibili qualcuno ha provato a manipolarli». La vicenda, quindi, tenderebbe ad allargarsi e a prevedere ulteriori sviluppi.
Taglialatela ha deciso di presentare un nuovo esposto perchè entrato in possesso di atti che dimostrerebbero come il consigliere regionale Luca Cascone si sarebbe occupato della costruzione dei tre ospedali prefabbricati voluti dal presidente Vincenzo De Luca, pur non ricoprendo alcun incarico ufficiale all’interno della task force predisposta dala Regione Campania. In una relazione della Med, l’impresa che ha costruito i moduli, Cascone sarebbe individuato come uno dei principali referenti. «Lo dice la Med – ha spiegato sempre Taglialatela – attraverso i suoi legali perché nell’atto che ho consegnato alla Procura della Repubblica all’interno del mio quinto esposto, la Med riconosce Cascone come componente dell’Unità di crisi, quindi come componente del gruppo tecnico scientifico che dava gli indirizzi rispetto alle scelte che la Soresa e la Regione Campania dovevano fare in ordine agli acquisti, quindi un ruolo molto delicato. A me – ha continuato – non risulta che Cascone sia uno scienziato né che faccia parte dell’Unità di crisi. A me pare che sia semplicemente un consigliere regionale molto, molto, ripeto molto vicino a De Luca. La funzione di Luca Cascone viene vista come la funzione di un interlocutore ufficiale di Soresa e della Regione Campania mentre questo tipo di ruolo lui non ce l’ha affatto tanto è vero che si è giustificato dicendo di essere un volontario. La catena di comando è De Luca-Cascone-Verdoliva e il presidente di Soresa che tra l’altro è presidente, amministratore delegato e direttore generale i quali fino a prova contraria hanno fatto costruire tre ospedali di cui due mai completati e che mai entreranno in funzione, il terzo per il quale non sono mai stati forniti i ventilatori, sempre il terzo per il quale sono stati dati 4 milioni a trattativa privata per attrezzature non bene identificate, ulteriormente con delle varianti in corso d’opera che erano state concordate, a dire della Med, con la Regione Campania, per altri 2 milioni e mezzo. Siamo in presenza di un appalto che è raddoppiato all’interno del periodo, ma la cosa più grave è che nessuno dei tre ospedali funziona». Taglialatela si è anche soffermato sulla figura di Verdoliva. «Verdoliva – ha detto – è il direttore generale dell’Asl e da direttore generale dovrebbe essere il controllore di chi per conto dell’Asl svolge un lavoro per un appalto vinto. Il direttore generale deve controllare che tutto venga svolto in maniera chiara e trasparente. Dagli atti che la Med ha scritto alla Regione, e che io ho avuto in forma anonima, il ruolo di Verdoliva viene visto più come un facilitatore nello svolgimento dell’appalto piuttosto che un vero e proprio controllore».
La vicenda non sembra destinata a concludersi, mentre risultano secretati numerosi interrogatori già effettuati. Bisogna capire come sarebbe emerso dai pc sequestrati e su cosa la Procura stia indagando relativamente a quanto accaduto nei giorni più concitati di questa pandemia.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)