Domani si decide il destino del campionato

Serie B, il Governo deciderà se far ripartire la stagione, oppure optare per la stessa soluzione scelta da Francia, Olanda e Belgio

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Domani potrebbe essere il giorno del giudizio per il calcio italiano. Dopo tante riunioni frenetiche tra le varie Leghe, la patata bollente è passata nelle mani del Governo, che dovrà decidere se decretare lo stop definitivo ai campionati oppure no. Il Premier Giuseppe Conte dovrà capire se ci sono i presupposti per continuare, oppure allinearsi alle decisioni già prese in Olanda, Belgio e Francia. Se dall’altra parte delle Alpi il governo francese ha messo la parola fine alla Ligue 1, con il Psg campione ed il Lione fuori dalle coppe, in Germania e Inghilterra la situazione è completamente diversa. L’Italia potrebbe seguire la Bundesliga e la Premier Ligue, ed il segnale che la situazione possa andare verso questa direzione è dato dal fatto che diverse società di calcio riprenderanno oggi la preparazione. Anche in Campania, il governatore De Luca ha aperto alla possibilità di far riprendere la preparazione fisica alle società di calcio, su espressa richiesta di Aurelio De Laurentiis, numero uno del Napoli. Anche il Ministero dell’Interno ha confermato la possibilità di poter effettuare sessioni di allenamento individuale per gli atleti professionisti di discipline di squadra. Tutto questo rispettando la distanza di sicurezza tra un calciatore e l’altro. Nessun assembramento, quindi, ma solo sedute singole, con i calciatori di Napoli, Salernitana, Benevento e Juve Stabia che potranno recarsi presso il centro sportivo di riferimento, e a scaglioni iniziare a riprendere la preparazione fisica. La Salernitana ha confermato il centro sportivo Mary Rosy come quartier generale, ed è per questo che ha già provveduto da giorni a sanificare tutta la struttura. I calciatori granata arriveranno a piccoli gruppi, utilizzando l’auto propria e si alleneranno sui tre campi a disposizione. Non useranno gli spogliatoi, sia prima che dopo, infatti giungeranno al Mary Rosy già pronti per scendere in campo, e al termine della seduta faranno ritorno a casa, evitando di fare la doccia al centro sportivo. Tutte precauzioni utilissime per tenere a bada il virus, abbassando sempre di più le possibilità di contagio. Possiamo dire, quindi, che la fase 1 del calcio è praticamente cominciata, mentre il prossimo 18 maggio potrebbe partire la fase 2, quella che prevede allenamenti di gruppi, con contatto fisico tra gli atleti, e che poi porterà pian piano alla fase 3. Infatti, l’obiettivo è quello di arrivare pronti al fischio d’inizio il prossimo 13 giugno. Potrebbe essere questa, infatti, la data di ripresa della stagione o al massimo la settimana dopo il 20 giugno. Un torneo che dovrebbe, poi, chiudersi entro il 1 agosto, per consentire di disputare gli ultimi turni delle coppe nazionali e di quelle europee. Un piano questo, che se attuato, potrebbe salvare il mondo del calcio da un fallimento praticamente annunciato. Questo perché, se in serie A le società potrebbero riuscire ad uscire indenni da questo uragano, in caso di mancata ripresa del campionato la serie B e ancora di più la serie C, potrebbero perdere tantissime società costretta a dichiarare fallimento. Il rischio è altissimo, come quello di innescare una reazione a catena fatta di ricorsi in tribunale relativi ad eventuali torti subiti nell’assegnazione di promozioni e retrocessioni. Gravina e tutti i presidenti delle rispettive Leghe vogliono evitare tutto questo, e stanno lavorando insieme al Governo per trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti, e consenta finalmente di poter riprendere questa sciagurata stagione.