Serie C a 60 squadre: dal Tar stop al Cerignola

Il Tar del Lazio ha sospeso in data odierna i provvedimenti emessi dal Collegio di Garanzia del Coni relativi all'Audace Cerignola che, dunque, non è ripescata in serie C. Valutato come prevalente l'interesse al regolare svolgimento del Campionato e della Coppa Italia che andranno avanti come da calendario

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Via libera alla serie C che resta, almeno per il momento, a 60 squadre.
Il Tar del Lazio ha sospeso in data odierna i provvedimenti emessi dal Collegio di Garanzia del Coni relativi all’Audace Cerignola che, dunque, non è ripescata in serie C. Il Tar ha valutato come prevalente l’interesse al regolare svolgimento del Campionato e della Coppa Italia che andranno avanti come da calendario ma sub judice.
Il Cerignola non era stato ripescato in serie C perché l’impianto sportivo non era stato ritenuto a norma: il ricorso della squadra contro la decisione Figc era stato accolto dal Collegio di garanzia che, di fatto, aveva riammesso al campionato di Lega Pro i pugliesi. Oggi arriva, invece, la sospensiva del Tar.
Per la decisione di merito bisognerà attendere la camera di consiglio fissata per il 9 settembre. L’avvio del campionato di Lega Pro è previsto per il 25 agosto con tre gironi di venti squadre l’uno.
Nel caso di riammissione del Cerignola, si ripeterebbe il ‘caso Entella’ che ha riguardato la scorsa stagione il Girone A della Serie C, che dopo la mancata ammissione in Serie B del club ligure è diventato a 20 squadre, dopo essere partito a 19.
“La vicenda Cerignola impone, al di là degli esiti giudiziari, la necessità di non perdere mai di vista trasparenza e legalità – ha detto il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli – E per sgombrare il campo da ogni equivoco è necessario preliminarmente dire che il Cerignola è una società sana e seria, che si è comportata come tale anche nella realizzazione delle proprie infrastrutture”. Per Ghirelli, “tutta la materia dei ripescaggi e delle riammissioni richiede termini certi e regole inderogabili volte ad evitare che vi possano essere comportamenti arbitrari. Le decisioni del Giudice sportivo hanno evidenziato, nella normativa relativa alle certificazioni dei manti in sintetico, profili di ambiguita’ e di scarsa trasparenza. Da qui l’urgenza di una regolamentazione di questo tema che dia certezza e trasparenza, eliminando le zone grigie e la discrezionalità. Ed è questo il segnale che occorre cogliere e che viene dalla vicenda Cerignola”.