Si va verso la chiusura degli ambulatori del Ruggi

Attuata anche una riduzione dei ricoveri ordinari

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Il Ruggi d'Aragona di Salerno

Si va verso una riduzione dei servizi non essenziali all’interno del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Quanto accaduto nel corso della prima ondata potrebbe ripetersi anche nei prossimi giorni, questo per evitare che ci sia un notevole afflusso all’interno dell’ospedale in questo particolare momento storico con il rischio di creare focolai. La decisione è stata presa nel corso di un’apposita riunione. Entrando più nello specifico, si è deciso che in maniera graduale verranno chiusi gli ambulatori, resteranno aperti solo quelli oncoematologici e tutti quelli le cui cure non possono essere sospese. Sarà attuata anche una riduzione dei ricoveri ordinari; verranno accettate solo le emergenze indifferibili, quelle salvavita e legate in generale all’emergenza-urgenza.
Intanto la notizia della possibile chiusura del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cava de’ Tirreni per trasferire il personale specializzato all’interno del polo Covid del Da Procida sta creando non poche polemiche. «La paventata ipotesi di chiusura della Rianimazione nel concreto è la chiusura definitiva di tutte le attività – commenta Gaetano Biondino della Cisl Fp di Cava de’ Tirreni – quindi non solo di quelle di elezione ed ambulatoriali ma anche quelle di emergenza-urgenza in quanto il pronto soccorso si ridimensionerebbe a Psaut, ovvero postazioni fisse di primo soccorso territoriale. Appare evidente – continua – che l’ascesa della curva dell’epidemia e la stessa e le stesse indicazioni regionali impongono una maggiore attenzione a processi di accorpamento e di razionalizzazione, ma gli stessi devono essere governati contemperando gli obblighi di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio provinciale e per tutta la comunità di riferimento. Chiudere lo sanno fare tutti e chiunque – conclude – e forse la precedente esperienza non ha insegnato nulla, atteso che l’Unità di crisi avrebbe dovuto immaginare che una ripresa dell’ingravescenza dell’epidemia, da più parti ipotizzata da valenti specialisti del settore, consigliava cautela e massima attenzione e quindi di non smantellare tutto quanto messo in atto. Speriamo almeno che questa volta il buon senso prevalga poichè a tratti sembra un elemento estraneo alla direzione strategica dell’Azienda ospedaliera di Salerno».
Preoccupazione viene espressa anche dalla Fp Cgil. «Chiudere il reparto di Rianimazione del presidio ospedaliero di Cava dei Tirreni, per dirottare il personale al Covid Hospital “Da Procida” di Salerno, lascerebbe senza assistenza sanitaria un territorio di 52mila abitanti, portando al ridimensionamento del Pronto soccorso in Psaut: un vero e proprio dramma per la città ed i territori limitrofi, in una situazione epidemiologica ad alto rischio. In questo contesto emergenziale, chiudere strutture, sembra la soluzione più rapida e facile quando invece bisognerebbe prestare maggiore attenzione affinché vengano garantiti i servizi essenziali di assistenza. Per queste ragioni, facciamo appello ai sindaci di Cava dei Tirreni e Vietri sul Mare, sollecitati dalla nostra organizzazione affinché si attivino per evitare questa ipotesi che penalizzerebbe la qualità dell’offerta sanitaria sul territorio».
Oltre ai sindacati si mobilita anche la politica. Il gruppo consiliare “SiAmo cavesi” auspica che una tale decisione sia solo provvisoria e non si tramuti «in un pretesto per privare l’ospedale di Cava di un altro importante servizio che rappresenta un elemento imprescindibile per assicurare la piena funzionalità del Pronto soccorso e la gestione dei pazienti che ricorrono alle chirurgie d’urgenza e traumatologiche. Se il trasferimento risultasse permanente e l’emergenza Covid risultasse solo un pretesto, siamo pronti a dare battaglia perchè il nostro ospedale rimanga integro, a garanzia della salute dei cittadini. In ogni caso, dispiace constatare che, ancora una volta, l’ospedale di Cava sia utilizzato come bacino da cui attingere per potenziare gli ospedali salernitani e che sia depauperato di professionalità nel silenzio complice dell’amministrazione comunale».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)