Sica: possibile la revoca dello stato di agitazione

Il presidente dell’Ordine degli avvocati delinea una probabile ripresa delle attività. Il tribunale penale si potranno fare quattro processi per giudice. Per il civile si punta sul telematico in vigore da una decina di giorni

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Silverio Sica

Si va verso il ritiro dello stato di agitazione proclamato lo scorso 15 maggio. O, quantomeno, questa sarà la proposta che il presidente dell’Ordine degli avvocati di Salerno, Silverio Sica, presenterà nel corso della riunione del prossimo consiglio dell’Ordine.
A seguito di un diversi incontri sarebbero state risolte alcune criticità che avevano spinto gli avvocati salernitani a proclamare lo stato di agitazione e a diffondere una dura nota in cui illustravano le motivazioni a sostegno della loro tesi.
«Si sono susseguite due riunioni nelle ultime ore: una per il penale e una per il civile. C’è stato un confronto molto scrupoloso e devo dire che il presidente del Tribunale ha mostrato grande equilibrio nel valutare le nostre richieste» – dice Sica.
Quali sono le novità?
Per il penale è confermata la trattazione di soli quattro processi per giudice ed è stato fissato il termine delle ore 13 per la celebrazione dei processi: andare oltre costringerebbe anche gli avvocati ad avere contatti continui. Abbiamo pensato a questa regola di protezione: con un limite orario anche l’aria non si vizia tanto e c’è un ricambio. Si tratta di limiti da mantenere fino al 31 luglio. Inoltre, abbiamo stabilito anche per gli avvocati un preavviso di sette giorni con conseguente pubblicazione del ruolo. E si tratta di un grande risultato che dobbiamo ai singoli magistrati.
Le novità per il civile?
C’è stata una lunga riunione poco fa (ieri, nda). Sono stati affrontati alcuni nodi che riguardavano l’avvio del processo telematico nel civile. In gran parte realizzabile e in vigore da una decina di giorni. C’è tutto l’interesse a potenziare il processo civile telematico e a renderlo efficiente. Diciamo che nella sventura collettiva toccata al mondo, per l’Italia rispetto al Coronavirus e alla giustizia c’è stato un effetto di snellimento burocratico molto importante.
Non tutti i mali vengono per nuocere…
Il nuovo procuratore della Repubblica ha organizzato un sistema per cui possiamo richiedere incontri per via telematica, collegarci con il procuratore, richiedere copia di atti: è stato snellito il lavoro di magistrati e avvocati in maniera eccezionale. Chiaramente, per il processo penale è diverso: è necessario il contatto umano. Ma rispetto alla giustizia, l’emergenza ha consentito di fare cose che prima non era possibile fare.
Le criticità restano?
La maggior parte, però, riguardano le linee guida del governo: credo ci sia un ministro non all’altezza del suo compito. I problemi sono nazionali. Qui, per fortuna, abbiamo stabilito un’ottima collaborazione perché altrimenti sarebbe tutto ancora più difficile. Anzi, è il caso di dire che le autorità locali hanno tenuto il Palazzo di giustizia nella massima efficienza nell’ambito delle loro possibilità. Oggi si entra in Tribunale per prenotazione perché non si possono adottare altri presidi di protezione. Il Ministero ha bloccato le sanificazioni nei palazzi di giustizia, consentendo solo pulizie ordinarie.
Niente sanificazione, allora, alla Cittadella?
Il Ministero dice che la sanificazione si fa solo per gli ambienti sanitari. Però poi la si impone anche al piccolo negoziante e agli studi legali… Tutto è affidato al volontarismo. Noi stessi igienizziamo gli strumenti che utilizziamo nelle aule di udienza: spruzziamo igienizzanti, puliamo… Un fai da te assurdo. Ripeto: collaboriamo pienamente con la magistratura; ma, mi chiedo, perché non si pensa a igienizzare aree più esposte? Penso al microfono con cui gli avvocati parlano nelle aule, tanto per fare un esempio. Ma è bene ribadire che la questione riguarda tutto il Paese, non solo Salerno. Noi qui abbiamo avuto la fortuna di interloquire con il presidente del Tribunale, il nuovo procuratore e con il presidente della Corte di Appello che hanno fatto tutto quello che potevano.
Novità sul fronte uffici del Giudice di pace?
A oggi è bloccato perché non abbiamo i locali. Il trasferimento nei vecchi locali del Palazzo di giustizia è bloccato perché è necessario effettuare dei lavori di messa in sicurezza. Anche qui siamo fermi per colpe che vengono dall’alto. Nel vecchio Palazzo di giustizia si sarebbe potuto lavorare tranquillamente. Ci saranno, tuttavia, degli accorgimenti: si verificherà se sarà possibile dotare di pec tutte le cancellerie dei giudici di pace, a spese del consiglio, per ovviare a una serie di problemi che riguardano proprio la comunicazione.
Alla luce delle ultime novità, crede sia il caso di ritirare lo stato di agitazione?
Convocherò una riunione di consiglio per la prossima settimana e proporrò una revoca. Secondo me non ci sono più le ragioni. Ma l’ultima parola spetta al consiglio.