Ad oltre cinque anni dal rapimento si fa strada una tenue speranza per padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita sequestrato nel luglio del 2013 in Siria. Il sacerdote italiano fu rapito mentre si trovava a Raqqa, città diventata poi la capitale del Califfato creato dai miliziani dell’Isis nella regione tra Iraq e Siria. Proprio le dure sconfitte riportate in questi ultimi mesi dallo Stato Islamico hanno ridato spazio alla speranza di riportare padre Dall’Oglio in Italia: stando, infatti, alle indiscrezioni pubblicate quest’oggi dal quotidiano britannico Times le sparute forze dell’Isis arroccate in alcuni villaggi lungo la sponda orientale dell’Eufrate, in territorio siriano, avrebbero intavolato una trattativa con le forze curde delle Sdf nel tentativo di ottenere il via libera ad una ritirata verso l’Iraq. Sul piatto della trattativa i miliziani avrebbero messo anche la liberazione di tre prigionieri occidentali, tra cui il sacerdote italiano.

Insieme a padre Dall’Oglio nelle mani dell’Isis ci sarebbero anche il giornalista britannico John Cantlie e un’infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda. Cantlie, rapito sei anni fa, è stato protagonista di alcuni video propagandistici realizzati dai miliziani islamici. Tutti e tre gli ostaggi sono stati catturati nel momento in cui le milizie del califfo Abu Bakr al Baghdadi sono dilagate in Iraq e Siria, arrivando a creare uno stato che aveva nella città di Raqqa la sua capitale. Oggi del Califfato restano solo piccole sacche di resistenza lungo l’Eufrate ed in alcune aree desertiche della Siria, prossimo obiettivo di azioni dell’esercito di Damasco.