Sistema immunitario e insidie da stress

Ascoltare musica fa bene

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L’apparato immunitario regola e monitora le risposte dell’organismo agli stimoli ambientali. Tale attività è possibile grazie alla presenza dei globuli bianchi che, nel sangue, producono delle molecole chiamate anticorpi. Questi ultimi agiscono come sistema di sorveglianza contro molecole non riconosciute come appartenenti all’organismo: gli antigeni.
L’efficienza del sistema di sorveglianza è determinata da molti fattori che gli permettono di riconoscere un antigene come potenziale pericolo per il corpo, i primi due fattori sono la competenza che deriva dal differente patrimonio genetico di ogni singolo individuo e la capacità di memorizzare determinate informazioni (immunità verso antigeni precedentemente incontrati). Oltre questi fattori, il sistema immunologico è sensibile all’azione di sostanze secrete dai neuroni chiamate neurotrasmettitori e neuropeptidi e all’azione di ormoni secreti dall’ipotalamo e dall’ipofisi (le ghiandole situate nel cervello) è dallo studio di queste connessioni che nasce la P.N.E.I. (psiconeuroendocrinoimmunologia) la disciplina che studia le relazioni tra psiche e sistemi di regolazione fisiologica dell’organismo. Lo studio nasce negli anni Trenta con le ricerche di un medico austriaco Hans Selye sulla relazione del sistema immunitario e stress: questi evidenziò correlazione tra la psiche e i sistemi neurologico, endocrino e immunitario nella risposta a eventi stressogeni. Insomma la PNEI utilizzando i principi propri dell’epistemiologia empirica del metodo scientifico si sforza di chiarificare le connessioni del complesso sistema di controllo omeostatico dell’individuo.
Praticamente cosa succede in un organismo stressato? Nello Stress Acuto, non prolungato nel tempo, i neuropeptidi e gli ormoni secreti hanno la funzione di potenziare la difesa generale attivando reazioni fisiche di adattamento alla nuova situazione che si sta vivendo. Ma quando per lungo periodo di tempo la mente di un soggetto è coinvolta emotivamente da paura, preoccupazione, ansia, angoscia, sconforto, insomma in tutte le situazioni di disagio psicoaffettivo prolungate nel tempo, si determina una condizione di stress cronico in cui le stesse sostanze biochimiche di difesa, prima utili a combattere lo stress acuto, diventano responsabili di distorsione dell’attività del sistema immunitario con conseguente maggiore esposizione a malattie legate a indebolimento del sistema di difesa quali infezioni o a malattie in cui l’organismo combatte contro se stesso: le autoimmuni.
La portata delle alterazioni biologiche in risposta allo stress cronico è collegata alle variabili individuali relative al soggetto, quali la valutazione cognitiva dello stimolo stressante e la gestione di esso.
Considerando l’attuale situazione stresssogena di allerta mondiale, mi sento di consigliare a tutti di approfittare di questo periodo di “reclusione forzata” per dedicarsi alla cura della propria persona, all’ascolto di buona musica, alla lettura… e soprattutto alla ricerca delle emozioni positive che, se scaviamo dentro di noi, ritroveremo: erano sopite da molto tempo?