«Solo slogan da sceriffo. FdI pronto alla sfida»

Iannone sul governatore: «Sulle date si contraddice. Pensi a lavorare»

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«La questione, se non fosse tragica, sarebbe ridicola». Ad Antonio Iannone, senatore e commissario regionale di Fratelli d’Italia, scappa una battuta.
Cosa intende?
De Luca parla di elezioni a luglio o, addirittura, nella prossima primavera. Il decreto fatto dal suo governo indica un altro periodo. Non è stato capace di farsi ascoltare nemmeno da loro.
Ma votare a luglio si potrebbe?
Non posso sapere se a luglio si può votare, non ho le strutture istituzionali a mia disposizione, come il presidente della Regione. De Luca si deve prendere, prima della fase due, la responsabilità di dire che la regione è fuori pericolo dal punto di vista del contagio. Reputo bizzarro che abbia fatto lo sceriffo in questi giorni, evocando il lanciafiamme, e poi proponga di votare a luglio. Allora chiedo: la Campania è stata chiusa per reale necessità o perché lui doveva farsi pubblicità tramite le ordinanze?
Provi a darsi una risposta.
Non capisco se c’è ancora rischio, come lui ha detto. E allora perché ha tanta fretta di votare a luglio? Così come poi non capisco, se non va bene in autunno, perché votare in primavera. Specifico che io sono stato d’accordo fin dal primo momento sul fatto che servisse un atteggiamento responsabile. Perché la Campania non l’ha salvata De Luca, ma la responsabilità dei comportamenti dei campani.
Il governatore dovrà prendere atto delle decisioni del governo?
Inutile che si scervelli su quale sia la data migliore, i campani non si faranno infinocchiare, dopo 5 anni di governo lascia un fallimento completo. Soprattutto per quanto riguarda il lavoro, la sanità, i rifiuti, i trasporti pubblici e la spesa dei fondi europei. Quindi, anziché preoccuparsi di quando gli convenga votare, pensi a lavorare per i campani, che peraltro gli pagano lo stipendio. Se siamo fuori dall’emergenza sanitaria, e ce lo deve confermare lui, sappiamo già che arriverà un’emergenza economica e sociale.
Va bene. Ma il centrodestra come si sta preparando per il voto?
Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, noi eravamo già a buon punto con le idee programmatiche. Tre mesi prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria abbiamo tenuto una conferenza regionale, alla quale ha partecipato Giorgia Meloni, e siamo pronti per il confronto con gli alleati sulle nostre idee. Anche con le liste siamo a ottimo punto, anzi abbiamo problemi di abbondanza. Cioè in tutte le province, abbiamo più disponibilità di candidatura che posti disponibili. E abbiamo anche mote richieste di candidature come espressione della società civile.
Resta il nodo del candidato presidente.
Quello è sul tavolo dei leader nazionali, è una questione politica. Noi abbiamo messo sul tavolo il nome autorevole di Edmondo Cirielli, per noi il miglior candidato. Ha un curriculum politico completo: una carriera parlamentare ormai ventennale, è stato due volte consigliere regionale, sempre il più votato in provincia di Salerno, ha sensibilità da amministratore locale, perché ha fatto il presidente della provincia. In più aggiungo che è un ufficiale dei carabinieri. E sarebbe un bel segnale per la Campania, in questo momento di ritorno della criminalità organizzata. Naturalmente abbiamo detto che siamo per l’unità della coalizione, che deve essere vincente, e siamo sicuri che Giorgia Meloni ci rappresenterà al meglio al tavolo nazionale.
Forza Italia però rivendica per sé quel nome, in base ad accordi nazionali, e punta su Caldoro. Come vede questa ricandidatura?
Con Stefano abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto politico, e per quanto mi riguarda anche personale. Però ripeto: il candidato del nostro partito è Cirielli.
Ma quando si scioglierà la riserva?
Oggi i leader nazionali sono molto impegnati nel cercare di dare una mano anzitutto agli interessi della nazione, credo che ogni energia debba essere dedicata a questo, perché ai cittadini interessa questo, non gli schemi della politica. Poi credo che non sia una scelta molto difficile da compiere. Il dialogo non va avviato, ma era già in corso. Naturalmente si vota anche in altre regioni, e questo non è un fatto indifferente nello scacchiere politico, per non essere ipocriti. Però credo che non appena si vedranno i leader, scioglieranno agevolmente questo nodo.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)