A Ischia il problema più serio da affrontare continua a essere la depurazione delle acque, un problema vitale non solo per gli abitanti ma anche per l’economia dell’isola.
In questi giorni tra stanziamenti di fondi, per le fognature dei sei comuni isolani, incontri tra il commissario alla depurazione Rolle e i sindaci dei comuni di Ischia e di Barano per fare il punto dello situazione, le piogge dei giorni scorsi hanno portato alla luce, in località Chiarito, l’esistenza di due discariche a cielo aperto, in una delle zone più belle dell’isola e che contiene il Borgo di  Sant’Angelo e la baia di Sorgeto con le sue sorgenti naturali d’acqua termale.
Eppure esiste proprio lì una cava, cava che viene utilizzata per scaricare i pozzi neri e per evitare di pagare una salata tassa di smaltimento alle società addette. Questo illecito smaltimento è un fatto che già era emerso in passato. Niente di nuovo, anche a Capri era accaduto che venissero sversati liquami, nella Grotta Azzurra, da chi era pagato per raccoglierli, come non stupisce che le cave vengano utilizzate per raccogliere e smaltire illecitamente rifiuti di ogni genere, piuttosto stupisce la faciloneria di queste operazioni, e il fatto che si utilizzino le piogge per occultarle. Chi sia stato l’artefice degli sversamenti di questi giorni non è dato sapere ma il video e le foto sottostanti parlano chiaro, e ci impongono di porci due domande: come è possibile che in località Chiarito esistano le acque bianche e le acque nere sottocosta, in un luogo, oltretutto, in cui la densità abitativa è scarsa? E a quanto il problema depuratori verrà affrontato con la dovuta serietà?
Nel mentre a mare si sversa di tutto.
Come se fosse possibile e ammissibile.