C’è anche il governatore Vincenzo De Luca fra i 34 consiglieri regionali destinatari di un invito a dedurre, emesso della procura della corte dei conti della Campania. L’ipotesi è di un danno erariale complessivo da 311mila euro, per la costituzione della commissione speciale di inchiesta sulle partecipate della Regione, ritenuta «illegittima e dannosa» dal procuratore regionale Michele Oricchio, che coordina le indagini condotte dai Carabinieri del comando provinciale di Napoli. Gli inquirenti, quindi, accusano di sprechi la commissione chiamata a indagare sugli sprechi. Un paradosso da cui deve discolparsi più di mezzo consiglio regionale. Gli unici esclusi sono i 5 stelle, dal cui esposto è partita l’inchiesta, per iniziativa della presidente della commissione trasparenza Valeria Ciarambino. Oltre a De Luca – cui si contesta un danno da 5.591 euro – sono coinvolti i deluchiani Tommaso Amabile, Luca Cascone, Nello Fiore, Enzo Maraio, Franco Picarone. Non mancano la demitiana Maria Ricchiuti, ma anche esponenti della minoranza come Alberico Gambino e Monica Paolino. Contestazione formale pure per l’ex governatore Stefano Caldoro e la presidente del consiglio Rosa D’Amelio. Le responsabilità ipotizzate variano da 11.183 a 5.591 euro di danno, in rapporto ai voti favorevoli alla nascita della commissione. La procura considera irregolare il varo dell’organo nel 2015, ed anche le proroghe extra large di due anni. Sotto la lente degli investigatori, quasi tutti i consiglieri a favore dell’approvazione. Un atto «in contrasto con il quadro normativo di riferimento ma anche con – sottolinea la procura – la più elementare logica di sano utilizzo delle risorse pubbliche». Peraltro, la «evidente inutilità» era segnalata in vano pure dalla dirigente dell’Ufficio legislativo della giunta regionale, Josè Fezza. «Un inutile doppione – scrive Oricchio – rispetto ad altre strutture interne ed esterne al Consiglio regionale della Campania che ha prodotto una semplice relazione descrittiva dello stato della situazione a tempo ampiamente scaduto». Un organismo sospettato di inutilità, a caro prezzo, tra indennità ai commissari e struttura amministrativa, cui lavoravano alcuni comandati. «Detta vicenda ha portato un evidente pregiudizio – sostiene il procuratore – per le casse regionali consistente in una plurima partita di danno: una relativa al costo delle indennità corrisposte ai componenti dell’ufficio di Presidenza della Commissione ed una relativa ai costi per il personale ivi utilizzato senza alcuna utilità per la pubblica amministrazione: alla data del 31/12/2018 la spesa sostenuta (…) è risultata pari ad euro 290.759,72, di cui: 87.641,12 per l’erogazione delle indennità di funzione ai componenti dell’ufficio di Presidenza; 203.118,60 per il personale (nr. 5 unità) assegnato all’ufficio di diretta collaborazione e supporto». Gli accusati possono far pervenire le proprie controdeduzioni entro 45 giorni dalla notifica, e chiedere di essere sentiti dalla magistratura contabile.

I destinatari dell’invito a dedurre. I consiglieri destinatari delle contestazioni formali emesse dalla Procura della Corte dei Conti della Campania: Tommaso Amabile, Enza Amato, Flora Beneduce, Francesco Emilio Borrelli, Stefano Caldoro, Luca Cascone, Mario Casillo, Tommaso Casillo, Armando Cesaro, Maria Antonietta Ciaramella, Rosa D’Amelio, Vincenzo De Luca, Carmine De Pascale, Maria Grazia Di Scala, Aniello Fiore, Alberico Gambino, Stefano Graziano, Carlo Iannace, Alfonso Longobardi, Vincenzo Maraio, Antonio Marciano, Carmine Mocerino, Erasmo Mortaruolo, Gennaro Oliviero, Monica Paolino, Luciano Passariello, Francesco Picarone, Alfonso Piscitelli, Loredana Raia, Maria Ricchiuti, Ermanno Russo, Michele Schiano di Visconti, Raffaele Topo, Gianpiero Zinzi.