Cambiamento climatico, nel tardo pomeriggio sono tornati in piazza gli attivisti del Fridays For Future di Salerno, in un’assemblea pubblica alla Spiaggia di Santa Teresa. Un happening per scrivere la Carta della Giustizia Ambientale, ma anche richiamare il comune alle proprie responsabilità. «L’amministrazione comunale e gli altri enti pubblici locali – afferma una nota – possono fare molto in materia ambientale. Nonostante ciò e nonostante la presenza di esponenti delle istituzioni in piazza in tutte le manifestazioni tenutesi fino ad ora, con annessi annunci e promesse di tavoli di lavoro, fino ad ora nulla si è mosso». Un rilievo circostanziato. «In occasione dell’ultimo sciopero del clima, il 27 settembre – spiega Matteo Zagaria, uno dei referenti del movimento a Salerno – abbiamo depositato al Comune una richiesta di dichiarare lo stato di emergenza ambientale, cosa già fatta in altri comuni italiani, come Napoli e Milano. L’obiettivo è arrivare alla conferenza mondiale sul clima, che si terrà in Cile tra fine novembre e inizio dicembre, con una quota di città che in Europa abbiano approvato la dichiarazione, per dare la dimensione di questa emergenza»

E il Comune ha risposto?
Il Comune di Salerno ha partecipato agli scioperi globali, fino dal primo del 15 marzo. Si sono visti l’assessore all’ambiente e il sindaco, ci hanno ricevuti, e promesso per tre volte – una per ogni sciopero –  un tavolo inter-istituzionale. Che poi non si è mai tenuto. In più sono state rilasciate dichiarazioni alla stampa, in cui il sindaco Napoli diceva che i sindaci di comuni come Salerno possono fare solo piccoli gesti simbolici, mentre noi crediamo possano fare tanto. È stata a tutti gli effetti ignorata anche la richiesta di mettere all’ordine del giorno del consiglio comunale il punto sulla dichiarazione di emergenza climatica.
Gli enti locali territoriali come si stanno mostrando, rispetto alle tematiche da voi sollevate?
Sensibili solo a parole. Il nuovo piano urbanistico di Salerno vede tornare cose su cui la cittadinanza si era dimostrata contraria, come per esempio la costruzione del quinto porto, che si dovrebbe fare a Pastena. Altro cemento da riversare a mare. È stato presentato il progetto di tre grattacieli al posto dell’ex Marzotto, altra cementificazione. Peraltro per abitazioni che non si dimostrano necessarie alla cittadinanza, essendoci molti appartamenti sfitti: si consideri la zona di parco Pinocchio e del parco dell’Irno. Continuano ad esserci segnali contrastanti rispetto alla tutela del territorio.
Oggi avete lanciato la Carta della Giustizia Ambientale: a chi la proponete, oltre che ai cittadini?
A tutte le istituzioni locali: Prefettura, Provincia e Comune. Vogliamo che abbia dentro un po’ tutte le proposte da attuare sul territorio, per dare un contributo allo stop al cambiamento climatico. La retorica sull’argomento degli ultimi mesi è che le decisioni vadano prese sul piano globale. Ma noi riteniamo che grandi passi in avanti si possano attuare partendo dal basso, cioè sui territori. La materia ambientale è comunque concorrenziale tra enti locali e lo Stato, quindi l’idea è che le amministrazioni locali aprano tavoli di discussioni pubblici con tutti gli attori sociali, per iniziare a monitorare la situazione ambientale.
E cosa contiene la Carta?
Una serie di cose: regolamentazione del plastic free, quindi attuare la direttiva europea e limitare il commercio di plastica sul territorio. A partire da una serie di attività in cui il comune ha voce in capitolo: i chioschi sul litorale salernitano, gli uffici pubblici, le scuole. E poi l’istituzione di un registro tumori, che può attuare la provincia, utile per trovare una correlazione tra inquinamento e malattie. Si può parlare poi di una raccolta differenziata anche nei contenitori pubblici, di incentivare una mobilità alternativa, percorsi ciclabili, le auto elettriche, investimenti sul fotovoltaico, e stop al consumo di suolo. Al comune depositeremo queste linee guida, l’obiettivo è creare una consulta pubblica tra istituzioni e cittadini che possa anche ampliare questa Carta: non per forza deve rimanere quella di oggi.
Senta, ma percepite partecipazione dai salernitani?

La partecipazione è principalmente visibile alle manifestazioni. Nei momenti di assemblea settimanale è sicuramente più bassa, ci sono molti studenti, ma in generale la sensibilità è da tradurre in pratica. Sentiamo comunque l’appoggio delle persone, l’obiettivo è anche di creare sempre più momenti pubblici, perché si nota una crescente sensibilità. L’auspicio è che con questo nuovo percorso, denominato “L’aria s’adda cagnà”, ci sia una risposta più concreta.