Suoni e sensazioni: il cantautorato di Martino Adriani

Di origini salernitane, Adriani è al suo secondo album di inediti. Il videoclip del nuovo singolo "Bottiglie di Chianti" ha la regia di Lorenzo Kruger dei Nobraino

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Martino Adriani

Martino Adriani, cantautore, originario di Salerno, vive a Roma dal 2018. Nel 2012 inizia a lavorare al suo progetto solista, e incide l’EP ”Non date retta a me”, prodotto da Daniele Brenca. Apre i concerti ai Marlene Kuntz, ai Nobraino, a Francesco di Bella. A Luglio del 2016, in anteprima su FanPage, il singolo ”Non vedo l’ora”, che anticipa il suo primo album “Agrodolce”.
Il 15 gennaio 2019 esce, per Alka Record, “È in arrivo la tempesta”, suo secondo album di inediti che racchiude la diversità di suoni e sensazioni del suo cantautorato. In tour è accompagnato da Peppe Foresta e Massimino Voza, che lo porterà anche ad aprire i concerti di Giorgio Poi, Edda, Giorgio Canali.
Dopo “Ariel” e “Sorriso”, ecco l’uscita del nuovo singolo “Bottiglie di Chianti”, con il videoclip che vede la regia di Lorenzo Kruger dei Nobraino.
“Il videoclip ha regalato alla canzone le immagini che meritava – ha detto Martino Adriani – Lorenzo ha avuto un’idea geniale: il video trasuda simpatia, dolcezza, malinconia. Tutto quello che volevo. Tutto quello che è questa canzone”.

“È in arrivo la tempesta” è il disco da cui è tratto il tuo ultimo singolo “Bottiglie di Chianti” . Un album cantautorale: dove è possibile ritrovare tutte le influenze musicali che arricchiscono ogni brano.
Coinvolgente e intimo, senza cadere in ridondanze. È il disco della tua maturità musicale?
Se è il disco della maturità preferisco lo dicano gli altri. Credo ci sia stata una crescita, figlia di un bagaglio con più esperienza e più consapevolezza.
Hai aperto concerti a Lo Stato Sociale, Elio e Le Storie Tese, Marlene Kuntz, Diaframma, Edda, Giorgio Canali. Quanto pensi abbia influenzato il tuo percorso artistico condividere il palco con questi artisti?
Condividere non solo il palco, ma anche una tavola imbandita, un post-concerto, una bottiglia di vino con artisti di un certo calibro ha arricchito e impreziosito non poco il mio percorso artistico. Soprattutto perché, gran parte delle volte, mi sono ritrovato davanti non solo artisti di grande spessore, ma anche bellissime persone.
Volgendo lo sguardo al mondo musicale odierno, nella fattispecie alla sua rappresentazione mediatica, per un cantautore come te che valore hanno i talent show: possono essere un’opportunità o si rivelano come appiattimento della creatività e dell’espressione musicale?
Non mi piacciono, non li guardo. Ma nemmeno sto qui a sentenziare e a dire che ammazzano la musica. Magari un giorno daranno vita a un talent per soli cantautori, cosa mai esistita in Italia, e potrei pensare di partecipare. Te li immagini Francesco Guccini, Paolo Conte e Francesco de Gregori come giudici?