Taglio degli stipendi, anche la B trova l’accordo

Dopo la serie A c'è l'intesa anche tra i cadetti

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Il calcio inizia a muovere i primi passi verso la ripresa. E se per il momento non si conosce ancora una data esatta per il ritorno in campo nei vari campionati, c’è invece una certezza relativa alla questione stipendi. Prima in serie A e poi in B, è stato raggiunto un accordo per il taglio degli emolumenti dei calciatori. Era questo, uno dei nodi cruciali, una trattativa iniziata già da diverso tempo che sembrava non potesse regalare un finale positivo. Ed invece l’Assemblea di Lega B, che ha visto partecipare tutti i presidenti delle 20 squadre cadette, oltre alle massime cariche capeggiate dal presidente Balata, è riuscita a raggiungere un accordo storico. Gli stipendi in questo momento resteranno sospesi fino a quando non riprenderà la stagione agonistica. Una volta che tutte le squadre torneranno regolamento in campo, le società potranno in base alle loro esigenze, applicare un taglio dei compensi fino al 30%. Un accordo che da una parte salvaguarda le stesse società, che stanno vivendo un momento di difficoltà importante dopo il blocco del campionato, e dall’altra tutela anche i calciatori. Questi ultimi, come i colleghi di massima serie, hanno mostrato grande apertura e soprattutto collaborazione, per riuscire a salvare la stagione e la situazione economica dei club di appartenenza. Più volte gli stessi presidenti delle società di serie B, avevano sottolineato come la situazione potesse essere pericolosa, e che serviva uno sforzo da parte di tutti gli attori principali. Un chiaro segnale per i calciatori, che hanno risposto presente e al tavolo delle trattative, e non hanno esitato a trovare un accordo, per riuscire a salvare il sistema calcio, che rischia seriamente di collassare. Il Coronavirus ha scatenato nel mondo intero una serie di cambiamenti epocali, innescando anche una crisi senza precedenti. L’Italia è senza dubbio, tra le nazioni europee, quella più colpita con un numero di morti sconvolgenti, e con risvolti economici drammatici. Anche il settore del calcio sta vivendo e vivrà una situazione difficile, nonostante si stia palesando l’ipotesi sempre più concreta di riprendere i vari campionati. La situazione attuale sta mettendo in serio pericolo tutto l’intero sistema, e nessuna categoria è immune. Sempre durante l’assemblea di Lega B, le 20 società riunite hanno anche deciso di chiedere agli organi preposti di poter sospendere l’esibizione del parametro “Patrimonio Attivo” per l’iscrizione al prossimo campionato. Nello specifico di cosa si tratta? Tutte le società di calcio hanno uno stato patrimoniale, che si divide in attivo e passivo. Per “Patrimonio Attivo” si intendono: Immobilizzazioni materiali (Stadio di proprietà, impianti sportivi, automezzi, ecc), Immobilizzazioni immateriali (Diritti sulle prestazione dei calciatori, marchi, ecc), Partecipazioni strategiche in altre società, Crediti a medio lungo termine, Crediti a breve termine e Disponibilità liquide. Dunque, sono questi i parametri che rientrano nel “Patrimonio Attivo”, necessario per l’iscrizione alla stagione successiva, che le società di B hanno chiesto di non prendere in considerazione. Si parla, invece, di “Patrimonio Netto” e quindi passivo, quando si è in presenza dei: Debiti verso Soci a medio/lungo termine, Debiti verso Finanziatori a medio/lungo termine, Fondi rischi e TFR.