Tarro: potrebbe essere utile il vaccino anti-tubercolosi

In Australia parte la sperimentazione su 4mila operatori sanitari

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Il “bacillo di Calmette e Guérin”, il vecchio vaccino anti-tubercolosi, contro il Coronavirus.
In Australia parte la sperimentazione su 4mila operatori sanitari. Gli effetti si conosceranno solo dopo sei mesi anche se i ricercatori sperano di ottenere indicazioni sull’efficacia del vaccino in tempi ancora più brevi. La notizia è rilanciata in Italia dal professore Giulio Tarro, illustre virologo, che nel 1979 isolò il virus respiratorio sinciziale nei bambini durante un’epidemia definita del “male oscuro” a Napoli.
«Ci sono osservazioni che hanno qualche base. – dice Tarro – Bisogna riuscire a interpretare quello che accade: pensiamo agli extracomunitari che si ammalano meno di Covid-19 e sono vaccinati contro la tubercolosi. Dobbiamo riflettere sui dati e capire quello che accade».
La notizia della possibile efficacia del vecchio vaccino con il bacillo di Calmette e Guérin era stata etichettata come fake news con una sola spiegazione: la tubercolosi è un batterio; il Covid-19 un virus. Ma il vecchio vaccino per la tubercolosi può essere almeno una soluzione provvisoria al problema del Coronavirus? «Già se ci rinforza è tanto. Il vaccino per la tubercolosi dà una copertura. Per lo meno questo vaccino lo abbiamo» – sostiene Tarro.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)