Tavella (Cgil): Salerno riparta subito dall’aeroporto

Lo scalo a pieno regime potrebbe dare lavoro a circa mille persone, ma occorre che i soldi stanziati sul piano teorico arrivino per davvero. Spero che il governo acceleri lo stanziamento dei fondi per l’ammodernamento della struttura, in particolare per l’allungamento della pista

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L’aeroporto Costa d’Amalfi, se funzionasse a pieno regime, potrebbe essere per Salerno una nuova Marzotto. Parla di numeri e di nuove possibilità di impiego Franco Tavella, segretario generale della Filt Basilicata; numeri che, statistiche alla mano, sembrano una manna dal cielo per la difficile situazione occupazionale che attraversa la provincia di Salerno.

Franco Tavella, segretario regionale Filt Basilicata

Quante persone potrebbero trovare lavoro in un aeroporto a pieno regime: proviamo a fare i conti?
«Il numero dei lavoratori dipenderà dal traffico aereo. Ma tra dipendenti diretti e indotto economico ci potrebbero essere oltre mille posti di lavoro. Con un aeroporto a pieno regime ci saranno i taxi, le imprese private di trasporto, alberghi, ristoranti… Se pensiamo che una fabbrica media oggi non fa più di cento dipendenti, si capisce come l’aeroporto potrebbe essere un nuovo importante indotto per l’economia del territorio».
Ma il decollo dell’aeroporto Costa d’Amalfi è fattibile? E in che tempi?
«Credo che ci siano le condizioni perché finalmente l’aeroporto venga avviato sul serio. Chiaramente è possibile nella misura in cui ognuno deve fare la sua parte. Credo che il governo possa accelerare lo stanziamento dei fondi per l’ammodernamento della struttura, in particolare per l’allungamento della pista che darà la possibilità agli aerei di atterrare e decollare da Salerno».
Il problema sembra essere proprio il mancato arrivo dei fondi per l’ammodernamento.
«Sono soldi stanziati sul piano teorico ma concretamente non arrivati. Ma ci sono delle buone notizie: finalmente potremo lavorare nell’ottica di un sistema aeroportuale campano, d’intesa con Capodichino».
Un’alleanza per “alleggerire” il traffico dell’aeroporto di Napoli?
«La struttura di Pontecagnano potrebbe sicuramente completare e integrare l’aeroporto di Capodichino, oramai intasato. Il Costa d’Amalfi ha anche una posizione strategica per la Basilicata, che è una regione compartecipe per la gestione dell’aeroporto, e ha una grande opportunità: il mare. Poi, la struttura di Salerno, essendo praticamente collocato nella Piana del Sele, potrebbe anche aiutare la produzione agricola del posto, supportando i trasporti della merce con i cargo».
Possiamo dire che si comincia a vedere la luce per una struttura rimasta a lungo abbandonata a se stessa?
«Vediamo la luce anche perché ricordo il solito dibattito provinciale della presunta competizione con Capodichino: oggi è chiaro che Salerno è in sintonia con Napoli e che rappresenta un completamento per lo scalo napoletano, che strategicamente è collocato in una posizione più difficile. Questa volta mi pare che ci siano davvero tutti i presupposti per avviare un aeroporto per lo sviluppo del territorio. Parliamo di una struttura che serve anche all’economia».
Intanto domattina a Salerno la Cgil presenterà la sua proposta e le iniziative a sostegno del rilancio dell’idea di fattibilità e di necessità dell’aeroporto Costa d’Amalfi.