Tbc e scabbia? No, odio sociale

Nel corso di una manifestazione presso il Policlinico di Bologna, il ministro Salvini gela i presenti con una frase non sostenuta da conoscenze mediche ed epidemiologiche: “A tutti è garantito il diritto alle cure, agli immigrati purtroppo il record di Tbc e scabbia”

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“A tutti è garantito il diritto alle cure, agli immigrati purtroppo il record di Tbc e scabbia”. Parole del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Siamo a questo punto. Parole utilizzate in risposta al direttore di Pediatria d’urgenza del policlinico S.Orsola di Bologna che aveva evidenziato alcuni effetti negativi del decreto sicurezza sui minorenni immigrati, in particolare sui neo maggiorenni che rischiano di trovarsi fuori dal sistema dell’accoglienza in assenza di alternative, ricordando, tra l’altro che malattie come la tubercolosi non dipendono dagli sbarchi

Salvini ieri a Bologna ai ferri corti anche con i pediatri del Policlinico

Purtroppo, il dibattito politico e pubblico va avanti da tanti anni in questo modo. Gli allarmi si moltiplicano. E, con essi, le paure e le ostilità. Certo, quando gli allarmi vengono dal ministro dell’Interno la situazione diventa ancora più preoccupante. Un dato è chiaro: gli allarmi hanno per oggetto privilegiato gli immigrati. Questi ultimi sono il punchball, il bersaglio, lo scarica colpi preferito di tanti politici e, specialmente, dell’attuale Ministro dell’Interno, capo politico della Lega e ex segretario della Lega nord. Un bersaglio facile, d’altronde, perché ridotto al silenzio. E sempre associato a caratteristiche negative. Ora, con queste ultime parole di Matteo Salvini, vengono classificati come degli untori, portatori di malattie: un pericolo pubblico assoluto. E, quindi, un pericolo da bloccare con ogni mezzo possibile.
In questo contesto le parole di Matteo Salvini, medico e epidemiologo senza titoli, improvvisato, risultano più giuste, e più vere, di quelle di chi da anni opera nel settore. Le parole dell’uomo forte diventano le parole da seguire, quelle esatte, quelle comprovate. Le parole di chi riporta dati e evidenze scientifiche non hanno peso, anzi, addirittura, diventano ideologiche, sono accusate di essere polemiche. E, così, si palesa un secondo fatto: ad imporsi nel dibattito pubblico come vero sono le parole dell’uomo forte. Conoscenza, ricerche, studi sono del tutto secondari. A prevalere è l’opinione di un politico. Basta che sia quella di un politico con il consenso e nemico degli immigrati.
Ecco, due derive sono chiare. Quella dell’odio sociale contro gli immigrati. E quella del primato dell’opinione dell’uomo forte su ogni altra parola, comprese quelle sostenute da dati e analisi.
Con queste derive consolidate bisogna confrontarsi e scontrarsi se non vogliamo accettare un grave arretramento della qualità delle relazioni sociali e dei riferimenti culturali e scientifici collettivi.