Teatro Festival Italia, due spettacoli a Salerno

Le location: il Duomo e l'area all'aperto del Ghirelli

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Centotrenta eventi per un mese di programmazione: dal 1 al 31 luglio. Tutti all’aperto, con una sola eccezione al Teatro San Carlo divisi tra Napoli e altre città della Campania, tra cui Salerno. Due gli eventi previsti in città: il 5 luglio “Ho ucciso i Beatles” di Stefano Valanzuolo nell’atrio del Duomo, e il 27 luglio la “Festa dei teatri Salerno, Culture per la socialità”, di Marco Dell’Aquila, nell’area aperta del Teatro Ghirelli. Sono i numeri del NapoliTeatroFestival 2020, presentato ieri nel Teatrino di Corte a Palazzo Reale a Napoli la 13esima edizione del Napoli Teatro Festival Italia. In apertura dei lavori è intervenuto un rappresentante del Coordinamento Spettacolo Campania, che ha evidenziato tutte le preoccupazioni del comparto in grave crisi con l’emergenza sanitaria sollecitando la politica regionale e nazionale ad agire. Al tavolo dei relatori il presidente della Fondazione Campania dei Festival, Alessandro Barbano; il direttore artistico Ruggero Cappuccio; il direttore del Polo Museale della Campania, Marta Ragozzino; il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, e il direttore Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania, Rosanna Romano. “Oggi è una giornata speciale perchè con la programmazione di quest’anno, diversa ma in continuità con la storia del Festival, riparte la nostra attività nei teatri e nei luoghi della cultura”, ha esordito Ragozzino, già nel board del Comitato Matera 2019.
Il Palazzo Reale di Napoli resta la sede principale dell’iniziativa. L’edizione 2020 presenta 34 spettacoli in prosa nazionale, di cui 28 prime assolute. La sezione internazionale è stata riprogrammata a partire dall’autunno e vedrà in scena, tra gli altri, il coreografo Dimitris Papaioannu, l’artista belga Jan Fabre, e Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam. La 13esima edizione sarà aperta dal concerto dei Foja il 1 luglio nel Cortile del Real Bosco di Capodimonte. I biglietti avranno un prezzo popolare (8 e 5 euro), e l’ingresso sarà gratuito per i pensionati al minimo. Tutti gli eventi saranno trasmessi in streaming sulla piattaforma della Regione Campania.
«Abbiamo fortemente desiderato questo evento che per noi è molto importante», ha detto il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte. «Siamo abbastanza grandi per avere il lusso di garantire la distanza sanitaria e l’avvicinamento sociale. A Capodimonte – ha proseguito Bellenger – gli spettatori del NTFI avranno un accesso privilegiato al Museo. Avere il teatro all’interno del nostro mondo è un orgoglio». Barbano ha sottolineato come «la preoccupazione espressa dai lavoratori dello spettacolo va tenuta nella massima attenzione» aggiungendo che «se non si accendono i motori del Paese non si avranno risorse per ripartire e assicurare anche ai lavoratori la giusta protezione». «Questo Festival – il commento di Rosanna Romano – vuole essere anche il volto di una Campania sicura, insieme a tutti gli eventi che si organizzeranno entro fine anno”. La parola è passata poi al direttore Cappuccio, per il quarto anno alla direzione artistica, che ha definito la ripartenza del NTFI «una ripartenza psicologica». «Non è stato facile perchè abbiamo dovuto riprogrammare il Festival per ben tre volte. In tempi di coronavirus non era scontato che le risorse fossero garantite”, e per questo ha ringraziato la Regione Campania e il governatore De Luca. Cappuccio prima di passare ai contenuti del Festival, ha tenuto ad evidenziare come l’Italia “sia un Paese strano: abbiamo il 75% del patrimonio musicale mondiale – ha detto – ma abbiamo cancellato l’educazione musicale dagli istituti superiori». Mentre a proposito dei lavoratori del comparto dello spettacolo ha sottolineato: «E’ un settore per nulla percepito in Italia, dove c’è un vuoto pesante nei confronti dei lavoratori culturali. Purtroppo l’Italia non ha mai avuto, tranne rare eccezioni, ministri della Cultura e politici illuminati», aggiungendo che il problema della crisi economica che interessa questi lavoratori “è un problema che dovrebbe riguardare il ministero del Lavoro». «Se non fossimo riusciti a fare questa edizione del Festival sarebbe stato un tradimento anche per questi lavoratori».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)