Tra Pasquino e De Luca c’è l’intesa per la giunta

L’ex rettore: «Con due eletti, un assessore è del Centro Democratico Ma ora si cambi: basta gestione, via con programmazione e leggi»

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C’è l’intesa con De Luca, a certe condizioni pure per un posto in giunta. Ma invocando un cambio di rotta, rispetto all’esperienza degli ultimi anni. «Noi chiederemo al presidente della Regione di avere un’attenzione non più gestionale – dice il coordinatore campano del Centro Democratico, l’ex rettore UniSa Raimondo Pasquino -, e di sposare quelle che sono caratteristiche invece politiche che un presidente di regione deve avere. Chiarendo che il governatorato è degli Stati federali, non è della nostra politica costituzionale, che prevede che il presidente di Regione sappia governare i processi politici e quindi li sappia guidare amministrativamente nelle direzioni indicate dalla Carta costituzionale».
Professore, su che basi c’è un accordo con De Luca?
Quando mi telefonò per incontrarci prima del Covid abbiamo avuto modo di dire che avremmo rispettato le regole che la politica si dà negli organismi gestionali. Quindi se per ogni due consiglieri regionali si dà il riconoscimento di un assessore, noi abbiamo chiesto che quell’assessore sia scelto dal presidente su una terna che il Centro Democratico avrebbe indicato.
E lui cosa disse?
Il presidente manifestò il suo consenso, con una precisazione che noi abbiamo ritenuto superflua, quella delle competenze che avrebbero dovuto dimostrare le persone indicate.
Come mai l’avete ritenuta superflua?
Sulle competenze, noi siamo particolarmente competenti a poterle indicare al presidente, che ci indica quali sono le sue competenze preferite per assegnare un eventuale posto di assessore. Ma noi immaginiamo di poter fare un discorso politico con il presidente.
Quale discorso?
Quando il partito di riferimento del presidente De Luca chiamerà le forze rappresentative a svolgere una funzione di carattere politico rispetto a quelli che sono i temi del programma che vogliamo sia attuato. Indubbiamente il Covid ha portato a situazioni estremamente complesse rispetto alla problematica della gestione politica della Regione, ma siamo ottimisti. Pensiamo sempre che la politica debba prevalere rispetto agli interessi dei singoli.
Senta, c’è malumore nel Pd per questo profluvio di liste civiche nel centrosinistra. Pure lei pensa siano troppe?
Io non ho la sensazione del troppo o del troppo poco. Ho solo la sensazione della corsa a salire sul carro del vincitore. Dando per scontato che il vincitore sia il presidente De Luca, e in politica non è mai scontato niente. Noi riteniamo che il centrosinistra abbia le carte in regola per governare con De Luca altri 5 anni, ma facendo un discorso di qualità e non di quantità.
E quale è questo discorso?
Il discorso di qualità non può essere quello di criticare un insieme di formazioni. De Luca, da questo punto di vista non fa che ripetere gli schemi che l’hanno visto perdente la prima volta e vincente la seconda volta.
Ma questo malessere del Pd è giustificabile?
Io non penso che il Pd perda perché ci sono le liste civiche. Ma perderà perché il consenso dei cittadini avviene perché individuano nel Pd un partito moderato di sinistra, che sappia fare una politica a vantaggio dei cittadini, ed eventualmente questo non sarà.
A che punto siete con le liste del Centro Democratico?
Le stiamo preparando, e le stiamo completando con alcuni tasselli che ci rafforzano. Siamo certi di fare un buon risultato, d’altra parte l’altra volta abbiamo eletto due consiglieri. E stavolta non presentiamo gli uscenti.
E chi ci sarà?
Professionisti, lavoratori, tecnici che hanno un’attività politica di tutto riguardo in termini di novità e partecipazione ad un programma che stiamo tirando su, con dei tavoli che avevamo messo in moto prima del Covid, e ora stiamo riprendendo.
Ma qual è la vostra visione?
Vorremmo che le regioni tornassero a quello che prevede la Costituzione, dove si parla di organismi di programmazione e legiferazione regionale. Sappiamo che le regioni non hanno ben meritato per la parte legislativa, ma invece si sono dedicate, chi più chi meno, alla questione gestionale. La questione gestionale determina delle carenze e l’allontanamento dei cittadini.
E su cosa volete dire la vostra?
Su tutti gli argomenti che riguardano la cosa pubblica: dall’ambiente al lavoro, dallo sviluppo della ricerca agli investimenti per formare i nostri giovani, che invece sono destinati a lasciare i nostri territori per andare a lavorare fuori dalla regione. Dobbiamo subito cercare di programmare, insieme alle altre regioni del sud, sul come per darsi la voce per legiferare in modo comune. Ovvio che tutto questo presuppone una chiarezza, che non c’è stata negli ultimi 20 anni, sui finanziamenti dell’Europa: non possono essere sostitutivi rispetto a quelli nazionali, ma devono essere aggiuntivi.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)