Blitz antidroga, colpo ai clan De Feo e Pecoraro

37 persone arrestate in una operazione all'alba. Le indagini, partite nel 2017, hanno consentito di appurare che gruppi criminali storicamente contrapposti del Salernitano avevano stretto un accordo per gestire il traffico di droga sul territorio provinciale

0
538

Un accordo comune tra gruppi criminali storicamente contrapposti per gestire il traffico di droga nel Salernitano. 37 arresti eseguiti (30 in carcere e 7 ai domiciliari) questa mattina all’alba in una operazione congiunta di Polizia e Carabinieri: gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti aggravata dall’aver agito per agevolare le attività dei clan camorristici De Feo e Pecoraro.
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, ha riguardato le città di Salerno, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Bellizzi, Acerno, Montecorvino Pugliano, Cava de’ Tirreni e a Lanciano.
L’attività investigativa, avviata nel 2017, è stata portata avanti con intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno permesso di acquisire fonti di prova decisive (rafforzate anche da dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia) a carico delle persone arrestate. Complessivamente gli investigatori hanno sequestrato 8 chili di cocaina, 15 di hashish, armi e munizioni tra cui un fucile a canna mozza e due pistole, di cui una con silenziatore. In una circostanza, uno degli indagati, sentendosi braccato dalla polizia, aveva cercato di disfarsi di un ingente quantitativo di droga, prima provando a incendiarlo e poi lanciandolo in un fiumiciattolo. Il tentativo fu vanificato dall’intervento degli agenti che riuscirono a sequestrare lo stupefacente. I dati acquisiti attraverso le intercettazioni sono stati rafforzati da osservazioni e perquisizioni che hanno consentito di effettuare anche arresti in flagranza. L’inchiesta ha permesso di ricostruire gli assetti dei due gruppi criminali, collegati tra di loro e aventi base operativa nella provincia di Salerno ma con ramificazioni che si estendevano anche nel Napoletano e nella provincia di Roma, con la presenza anche di qualche soggetto colombiano. Un giro d’affari di migliaia di euro che, per la sola piazza di spaccio di Pontecagnano Faiano, è stato quantificato in circa 60mila euro a settimana.