Treofan, gli indiani non ritirano i licenziamenti

Fumata nera al termine della riunione al Ministero dello Sviluppo Economico. Assente M&C, i nuovi padroni sono apparsi irremovibili. Nuovo incontro il 18 febbraio

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Un'immagine della riunione svoltasi al Ministero dello Sviluppo Economico

Fumata nera. Almeno per il momento, la multinazionale indiana Jindal congela (su richiesta del governo), ma non ha alcuna intenzione di ritirare la procedura di licenziamento dei 67 lavoratori a tempo indeterminato attivi fino allo scorso 10 dicembre nello stabilimento Treofan di Battipaglia. La decisione dell’azienda è stata ribadita da Jain Deepack, CFO (responsabile finanziario) di Jindal, nel corso di un lungo incontro che si è svolto al Ministero per lo Sviluppo economico questo pomeriggio. Al tavolo, oltre ai sindacati dei Chimici Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e al delegato di Jindal, era stata invitata anche “Management & Capitali”, la società di Carlo De Benedetti che lo scorso 23 ottobre ha svenduto, per 500mila euro, i due stabilimenti italiani (Battipaglia e Terni) e quello tedesco di Treofan agli indiani. Secondo il Ministero, che ha segnalato la questione alla Consob e all’Autorità garante della concorrenza sul mercato, la procedura di vendita presenta, infatti, alcuni aspetti poco chiari. Tuttavia, nessun delegato della finanziaria controllata dall’Ingegnere si è presentato: un segnale molto grave, che testimonia il disinteresse dei vecchi proprietari per la questione. Il CEO della nuova società nata dopo la vendita del 100 per cento delle azioni a Jindal, Martin Kaufmann, l’uomo che due settimane fa ha comunicato ai lavoratori la “rottamazione” definitiva del sito della Piana del Sele, ha partecipato all’incontro collegato in videoconferenza. L’incontro è stato presieduto dal Vice Capo Gabinetto del ministro Di Maio, Giorgio Sorial, il quale ha ribadito che la vertenza Treofan-Jindal riguarda non solo il sito di Battipaglia ma l’intero complesso aziendale presente in Italia anche negli stabilimenti di Terni e Brindisi. Sorial ha inoltre a chiesto ai rappresentati dell’azienda “di ritirare immediatamente la procedura di licenziamento collettivo prevista per i lavoratori dello stabilimento di Battipaglia e procedere alla presentazione del piano industriale di Treofan-Jindal, con l’obiettivo di salvaguardare sia i siti produttivi che tutelare tutti i dipendenti”. In rappresentanza della Regione Campania, c’era l’assessore al Lavoro Sonia Palmeri “Le notizie non sono incoraggianti purtroppo – ha dichiarato la Palmieri al termine dell’incontro – anche se abbiamo 65 giorni per poter immaginare di discutere ancora”.

Il tavolo si riunirà di nuovo il prossimo 18 febbraio: l’azienda si è impegnata a presentare un business plan per illustrare le perdite stabilimento per stabilimento. La Palmieri è apparsa molto seccata per l’esito dell’incontro: “Siamo stanchi di assistere allo stillicidio dei grossi gruppi industriali che nell’ultimo decennio si è moltiplicato nella nostra regione, a causa di “prenditori” passeggeri che agiscono senza il dovuto senso di responsabilità sociale d’impresa. Freddamente abbiamo parlato ad uno schermo, in quanto l’Ad non era in Italia, ma collegato dall’estero. Un traduttore presente agevolava la conversazione. Ho ribadito con fermezza che in Italia le crisi si affrontano, prima di gettare la spugna, ci si lavora. Qui si prova a dialogare con la proprietà indiana e con i tedeschi. Come Regione Campania avevamo sottoscritto un accordo di sviluppo per svariati milioni, perché non puntare a fare di Battaglia un polo di ricerca e sviluppo? Alla mia domanda se ciò fosse possibile hanno risposto “Assolutamente no” in quanto già lo hanno in Europa. Vediamo adesso cosa succede il 18 febbraio”, ha concluso l’assessore Palmieri.