Treofan, la chiusura non passerà

Il presidio di Capodanno ha dato a tutti il segnale di quale sarà la battaglia dei lavoratori: non dare tregua e scongiurare la cancellazione dei 78 posti di lavoro

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Anche Potere al popolo tra i manifestanti di Battipaglia nel giorno di Capodanno

Il presidio dell’azienda Treofan di Battipaglia continua. La sera del 1° Gennaio, a quella delle lavoratrici e dei lavoratori si è aggiunta la presenza di attiviste e attivisti di Potere al popolo, che non solo hanno voluto manifestare la loro vicinanza, ma si sono anche impegnati a contribuire a capire meglio la situazione e i rapporti di forza in cui la lotta si svolge.
Il presidio è stato organizzato per rispondere alle ipotesi di chiusura dello stabilimento, dopo che la nuova proprietà, il gruppo Indiano Jindal, ha fermato il processo produttivo, sospendendo i rifornimenti di materia prima, in attesa, forse, del nuovo piano industriale.
Lo stabilimento di Battipaglia non è in crisi. La produzione di film in propilene che qui si realizza ha mercato. Non c’è alcun problema di tipo economico. Ciò che sta cambiando la situazione, e spingendo alla mobilitazione, riguarda le nuove strategie imprenditoriali, dopo che nel mese di ottobre 2018 la società di investimenti M&C ha ceduto la controllata tedesca Treofan Holdings a Jindal Group, dando seguito all’accordo firmato ad agosto tra M&C e il gruppo indiano.

Un momento del presidio di Capodanno ai cancelli della fabbrica

Secondo quanto riportato dal sito Polimerica.it, specializzato in notizie sull’industria della plastica, questa cessione riguarda le attività europee di Treofan nella produzione di film in polipropilene biorientato (BOPP), che si realizza nei tre stabilimenti di Terni, Battipaglia e Neunkirchen in Germania. Questa operazione si realizza nell’ambito di altre cessioni del gruppo Treofan, comprese le sue attività americane già oggetto di un accorso a luglio tra M&Ce CCL Industries (Innovia), e darà maggiore forza al gruppo Jindal, che è già presente in Italia con uno stabilimento per la produzione di BOPP a Brindisi, controllato dalla consociata Jindal Films Europe.
Considerando questi cambiamenti di proprietà e la quasi contemporanea sospensione degli approvvigionamenti di materie prime è evidente quanto sia a rischio lo stabilimento di Battipaglia. E, con esso, il posto di lavoro di 78 persone, oltre a quelle dell’indotto.
Ancora una volta si vede come le strategie dei gruppi industriali vengono fatte senza tenere conto dei produttori di valore, della manodopera che produce la ricchezza. A prevalere tendono ad essere gli interessi degli azionisti. E basta. Le lavoratrici e i lavoratori di Battipaglia lo sanno e si sono mobilitati per tempo. Ora dovrebbero arrivare le risposte istituzionali, dopo i recentissimi impegni presi dal Ministro dello sviluppo economico e del lavoro Luigi di Maio.
Nel frattempo, la vicinanza a questa lotta è grande e ampia, ha interessato anche altri lavoratori e lavoratrici del territorio passati negli scorsi giorni al presidio ad esprimere solidarietà. La mobilitazione continua. E la giornata del 1° Gennaio 2019 ne è stata un’ulteriore, importante, manifestazione.