Presidio dei lavoratori nel giorno di Treofan a Battipaglia

Si è conclusa con un nulla di fatto la seconda riunione del tavolo tecnico convocato presso il ministero dello Sviluppo Economico per affrontare la vertenza Treofan, crisi che coinvolge gli stabilimenti di Battipaglia e Terni con oltre duecento posti di lavoro a rischio. Oggi i rappresentanti di Jindal, il gruppo indiano che ha acquisito Treofan lo scorso ottobre, avrebbero dovuto annunciare quali linee produttive sarebbero state rimesse in funzione presso lo stabilimento salernitano, tuttavia l’annuncio fatto in occasione della riunione di inizio settimana è stato disatteso. I rappresentanti dell’azienda hanno dichiarato che si sta ancora lavorando alla definizione del piano industriale per lo stabilimento di Battipaglia, dunque era impossibile fare anticipazioni. Confermata, invece, la data del prossimo 24 gennaio come quella in cui sarà reso noto il nuovo piano industriale per i siti produttivi di Battipaglia e Terni.

Una posizione, quella dell’azienda, che ha provocato dure reazioni da parte del governo e delle organizzazioni sindacali. Il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial, che ha presieduto l’incontro, ha espresso “il forte disappunto del Governo per l’assenza oggi del management al Ministero e per la mancanza di parole chiare sul futuro dello stabilimento campano e dei lavoratori coinvolti”. “È chiara la strategia di indebolire Treofan – ha detto Eliseo Fiorin, vice segretario nazionale di Ugl chimici – attraverso un aumento dei costi di gestione, spostando produzioni sia all’estero che in altri siti fuori dalla sfera Treofan. Inoltre l’atteggiamento di totale chiusura alle richieste sindacali e istituzionali mirate a evitare un pericolo di carattere sociale, non può che essere interpretata come una mancanza di rispetto nei confronti di istituzioni, organizzazioni sindacali e lavoratori”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore campano Vincenzo De Luca, annunciando lo stanziamento da parte della Regione di 18 milioni di euro “a condizione, però, che si tuteli la realtà di Battaglia. Altrimenti, non daremo un euro”. Non manca poi una stoccata a Di Maio: “Il ministro del Lavoro – ha detto De Luca – non era presente a quella discussione, ma c’era solo il vice capo di gabinetto del ministero. Quando si fanno le visite natalizie nelle fabbriche poi bisogna seguire le vertenze”.