Troppe bugie su Notre Dame

Si esalta la cattedrale come scrigno di arte e di cultura laiche e non si dice che questi edifici costruiti nel Medioevo, con la partecipazione della comunità cristiana, sono testimonianza della fede di un popolo. E basta

0
424

Sull’incendio di Notre Dame, ne sto sentendo di tutti i colori: libro di pietra, testimonianza della cultura francese ed europea, simbolo di laicità e altre espressioni frutto di una superficialità e di una faciloneria di giudizio davvero senza pari. Ovviamente sono contrariato da queste definizioni e non perché io sia un sacerdote ma per il motivo, questo davvero laico e critico, che così facendo si altera la storia di questo grande edificio di culto. Le cattedrali costruite nel Medioevo, con la partecipazione della comunità cristiana, sono testimonianza della fede cristiana di un popolo e basta, tutto il resto poco aggiunge al significato specifico che esse hanno nella vita dei secoli.

Notre Dame in fiamme: le immagini che hanno scosso il mondo intero, una ferita nella storia della fede e della cristianità

Tirare fuori continuamente la laicità per descrivere monumenti nati per spirito di fede è fuorviante ed è una operazione bugiarda. Notre Dame, come il Duomo di Milano ed altre cattedrali, rappresentano la libera e forte decisione di un popolo che crede in Gesù Cristo di esprimere la propria fede attraverso l’arte, la scultura e la pittura, che diventano, pur conservando il loro valore creativo, un mezzo per rendere onore al Creatore. Si tratta, perciò, di edifici sacri che sono principalmente patrimonio di noi cristiani. Chi non crede, ovviamente, può criticare o apprezzare questo patrimonio, ma non può arrogarsi il diritto di dire che è una generica espressione di cultura e di arte. In questo modo si nasconde, a chi ascolta o legge, il senso e il valore più alti di questi antichi edifici di culto. É arrivato il momento di fare chiarezza in questa babele, restituendo alle parole e ai commenti la loro compiutezza e facendo della Storia, quella con la “S” maiuscola, il campo delle idee chiare e distinte. Basta, dunque, con questo post-pensiero omologante, che nasconde le verità e continua ad avere come obiettivo il “culturalmente corretto”, cioè artifici lessicali fuorvianti ed equivoci.