Truffa a Inps e Agenzia Entrate, arresti anche nell’Agro

In manette i presidenti nazionali di Federaziende e dell'ente bilaterale E.Bi.N., entrambi pugliesi. Nei guai anche il responsabile della sede di Pagani-Salerno Nord. 90 indagati e 2 milioni di euro sequestrati

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Ci sono anche i presidenti nazionali di Federaziende e dell’Ente Bilaterale E.Bi.N., Eleno Mazzotta e Gennaro Capoccia tra gli arrestati per truffa all’Inps e all’Agenzia delle Entrate. L’inchiesta è partita dall’Agro nocerino sarnese e ha portato a sei ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina alle prime luci dell’alba. Una persona si è resa irreperibile ed è ricercata. Tra gli arrestati ci sono anche il responsabile della sede di Pagani di Federaziende, Gianluca Santilli, originario di Sant’Egidio del Monte Albino, il gestore di Federaziende Campania, Pietro Mosca, originario di Afragola e agente di Polizia Penitenziaria; e Aniello Massaro, responsabile di zona di Federaziende Moiano, nel beneventano. Tutti gli arrestati hanno ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari. Una novantina gli indagati.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore e coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore. Le accuse per gli arrestati sono di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate ai danni dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate.
Una articolata attività investigativa, avviata lo scorso anno dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, ha consentito di accertare l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale composto da imprenditori, consulenti del lavoro e faccendieri che  erano riusciti a ottenere erogazioni previdenziali indebite da parte di Inps e crediti da parte dell’Agenzia delle Entrate del valore di circa 2 milioni di euro con compensazioni fittizie. Le indagini sono partite proprio da alcune verifiche presso studi di consulenza di Pagani e di Moiano, nel Sannio che erano quelli che presentavano più anomalie in relazione al pagamento di arretrati per i benefici fiscali previsti dalle normative.
I professionisti, assieme ai legali rappresentanti di 84 ditte, indagati, avrebbero anticipato fittiziamente a favore dei propri dipendenti circa 2 milioni di euro per assegni al nucleo familiare, malattia, maternità bonus Irpef 80 euro. L’importo è stato indicato nelle denunce mensili all’Inps con lo scopo di creare un credito inesistente nei confronti dell’erario. La somma indebitamente percepita era stata distribuita per il pagamento dei contributi ai lavoratori e per estinguere altri debiti tributari. La maggior parte della cifra (circa 1.400.000 euro) era devoluta a favore di Federaziende e dell’ente bilaterale E.Bi.N.
Le società che aderivano a Federaziende e alla E.Bi.N. avevano la possibilità  di ottenere, per i lavoratori subordinati, corsi di aggiornamento e di formazione relativi alla sicurezza sul lavoro. Sarebbe emerso dalle indagini, però, che le somme destinate a queste finalità non sarebbero mai state investite per questi scopi. I militari dell’Arma, in fase di esecuzione dell’ordinanza del gip, hanno sequestrato, in via preventiva e per equivalente, somme di denaro, quote societarie e beni immobili a 90 indagati, riuscendo ad eguagliare l’ammontare delle somme percepite indebitamente.
Gli indagati – stando a quanto riferito dal procuratore capo di Nocera Inferiore – avevano individuato una falla all’interno del sistema di controllo dell’Inps e del Sispi, la Società Italiana di Servizi per la Previdenza Integrativa, una partecipata Inps.