Trust sotto esame, e il braccio di ferro continua

0
345

Non c’è festivo che tenga: la documentazione del trust inviata dalla Salernitana è al vaglio della Figc che nei prossimi giorni dovrà dare il proprio responso.
Tre le ipotesi in campo: l’ok e il via alla regolare iscrizione del club in serie A, la richiesta di apportare correttivi o, nella peggiore delle ipotesi, la bocciatura con la conseguente mancata iscrizione al torneo di massima serie.
Da ambienti vicini a via Allegri trapela un certo scetticismo nei confronti della documentazione presentata venerdì sera dalla Salernitana; documentazione che pare non corrisponda in tutto e per tutto a quanto richiesto dalla Figc e ai paletti imposti da Gravina. I soliti ben informati hanno riferito di un presidente furioso alla lettura delle dichiarazioni del legale di Lotito, Gianmichele Gentile che, nei giorni scorsi, ha detto ai microfoni di Radio Punto Nuovo che «Gravina ha autorizzato tutto. La Salernitana può acquistare giocatori dalla Lazio. La filosofia di fondo: bisogna evitare qualunque tipo di contatto tra la proprietà Lazio e la nuova gestione del trust della Salernitana. Sia sull’allenatore che sulla dirigenza deciderà il trust».
Ma vediamo quali sono i nodi che finiranno sotto l’occhio attento della Federazione.
I due trustee. I primi dubbi riguarderebbero la nomina di due trustee anziché uno. Nel trust Salernitana 2021, formalizzato nella giornata di venerdì presso lo studio romano del notaio Natale Botta, sono state conferite le quote della Omnia Service di Claudio Lotito e della Morgenstern di Marco Mezzaroma. Le due società – Melior Trust S.R.L., che fa riferimento alla Banca del Fucino e la Widar Eurofid S.p.A., Società Fiduciaria e di Revisione e Trust, che fa capo alla Banca Sistema – hanno indicato a loro volta due rappresentanti: Susanna Isgrò e Paolo Bertoli.
I “guardiani”. C’è poi la questione relativa a Ugo Marchetti e Vincenzo Coppola: i nomi dei due generali rientrano nella pratica del trust della Salernitana per motivi diversi. Ugo Marchetti, generale della Guardia di Finanza in pensione, romano, è stato nominato amministratore unico della Salernitana. Il nome di Marchetti accostato a quello di Lotito non è una novità: il patron della Lazio nel 2017 lo propose già come presidente della Lega di serie A. Marchetti, fatta eccezione per la candidatura proposta da Lotito e non andata in porto per l’ostracismo degli altri club, è stato anche consigliere della Corte dei Conti e vicesindaco di Palermo. Marchetti fu anche candidato al Senato nel collegio Lazio 8 nel 2018 con il centrosinistra. Sul nome di Marchetti, nonostante l’alto profilo e il curriculum importante del generale, la Figc potrebbe richiedere approfondimenti per escludere il rischio di legami, pure se indiretti, con la passata gestione del club.
Il generale dei Carabinieri Vincenzo Coppola, invece, sempre di origini romane, è – assieme all’avvocato Matteo Giuseppe Masoni – uno dei guardiani del trust: i due hanno solo potere di vigilanza sulla regolarità della vendita del club.
Sulla scelta dei due trustee e dei due guardiani c’è un po’ di scetticismo in Federazione: lo sdoppiamento degli incarichi potrebbe ricalcare la separazione tra i due – oramai ex – proprietari del club.
La durata del trust. Salernitana 2021 durerebbe sei mesi e quarantacinque giorni. Sostanzialmente un mese e mezzo in più rispetto a quanto era stato richiesto dalla Federazione che aveva imposto la durata temporale di sei mesi.
Il valore del club. Il prezzo della Salernitana non è stato indicato nella corposa documentazione del trust presentata dal club venerdì sera. L’avvocato Gianmichele Gentile, che ha seguito per conto della Salernitana tutta la vicenda, ha precisato che «i trustee si metteranno subito al lavoro e completeranno nel giro di uno-due mesi quello che serve per capire quanto vale la società. I valutatori sono professionisti scelti dai trustee». Una dichiarazione che non lascia spazio a dubbi: al momento manca ancora una perizia che indichi il reale valore della società. E qui torna un altro nodo, oramai storico: Lotito è convinto che il valore della sua Salernitana si aggiri intorno agli 80 milioni di euro; da ambienti romani trapela che il reale valore del club si aggirerebbe, invece, intorno ai 45 milioni di euro. La perizia eliminerebbe ogni dubbio; ma il fatto che la valutazione non sia presente nel trust potrebbe spingere la Federazione a chiedere chiarimenti.
Il trust, così come costituito, per i patron della Salernitana e per i loro legali rappresenta una garanzia di indipendenza; potrebbe non essere dello stesso avviso Gravina che ha sempre a più riprese chiesto un segnale di discontinuità rispetto al passato. Entro oggi, intanto, dovrà essere depositata la domanda di iscrizione al massimo campionato.
Non saranno giorni facili per i vertici della Federazione che devono fare anche i conti con gli umori delle altre squadre di serie A. Sarà una settimana infuocata anche per la Salerno sportiva che resta alla finestra in attesa di far luce sul futuro dei colori granata. E l’ipotesi dell’ulteriore braccio di ferro è tutt’altro che remota.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno in edicola oggi)