Un metodo del tutto innovativo, ma forse si potrebbe dire rivoluzionario, è stato sperimentato a Firenze, alla Otorinolaringoiatria di Careggi guidata dal salernitano professor Oreste Gallo (nella foto in alto), per la cura dei tumori del cavo orale. Si tratta di una tecnica chirurgica poco invasiva, che tra l’altro consente l’identificazione anche di eventuali metastasi occulte. Fino ad oggi, nel caso di queste patologie molto gravi e complesse, anche se diagnosticate nella loro fase iniziale, il trattamento consolidato consisteva nella asportazione dei linfonodi del collo eseguita mono o bilateralmente a seconda della localizzazione alla sede del tumore. Ma le controindicazioni non erano poche per l’invasività del trattamento chirurgico. «Il risultato tradizionale – precisa il professore Oreste Gallo – è a dir poco eccessivo in pazienti che  spesso non necessitano di un intervento tanto invasivo e destabilizzante». Metodo eccessivo anche sul piano psicologico perché destinato ad incidere negativamente sulla qualità di vita del paziente e che purtroppo non si riesce a evitare con le tecniche radiologiche attualmente in uso. Si tratta in genere di trattamenti inutili che, oggi, grazie alla tecnica del linfonodo sentinella estesa anche ai tumori del cavo orale, potranno essere evitati. Ed è ciò che propone il nuovo protocollo dell’insigne cattedratico salernitano. «A Careggi – riprende il professor Gallo – abbiamo il primo centro in Toscana che ha sperimentato e utilizza questa nuova tecnica, che consente di preservare la qualità di vita del paziente facendo in modo che l’intervento di asportazione completa dei linfonodi sia riservato solo ai pazienti con linfonodo sentinella positivo».
I risultati importanti ottenuti dall’équipe guidata da Gallo sul cavo orale sono alla base di uno studio scientifico che dovrebbe essere il primo a livello internazionale per l’applicazione  della tecnica di microchirurgia del linfonodo sentinella anche ai tumori del tratto orofaringeo Hpv correlati che, secondo alcuni esperti, nel 2025 rappresenteranno il 40% di tutti i tumori del testa-collo. Una sfida che induce il professor Gallo a premere l’acceleratore sulla prevenzione. Ascoltiamolo. «Questa crescita della patologia – spiega il professore Gallo – è strettamente connessa a un cambiamento nelle abitudini sessuali seguite alla diffusione dell’Aids. Il virus Hpv, sessualmente trasmissibile, è infatti responsabile dell’insorgenza di un’alta percentuale di tumori dell’orofaringe che, peraltro, colpiscono prevalentemente la popolazione maschile non coinvolta nella profilassi vaccinale che ad oggi è accessibile alle giovani donne».