Uccise di botte la sua cagnolina: condannato a 1 anno e 9 mesi di carcere

La pronuncia del Tribunale di Salerno condanna il salernitano Antonio Fuoco a un anno e 9 mesi di carcere: nel 2017 ammazzò, massacrandola, la cagnolina Chicca. Il legale preannuncia ricorso in appello. Stabilito anche il risarcimento di mille euro per le associazioni animaliste che sono state parte civile nel processo

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Massacrò di botte, uccidendola, la cagnolina Chicca: il Tribunale di Salerno ha condannato il salernitano Antonio Fuoco a un anno e nove mesi di carcere. Questo pomeriggio la pronuncia della sentenza di primo grado dal giudice, dottore Paolo Valiante.
Il legale di Fuoco, che assieme al suo assistito aveva scelto il rito abbreviato, ha preannunciato ricorso in appello.
Le motivazioni della sentenza di condanna saranno rese note entro quindici giorni.
L’udienza è cominciata con una lettera di scuse da parte di Antonio Fuoco, 60enne salernitano che nel febbraio 2017 ammazzò di botte la cagnolina. L’uomo non era presente in aula: la lettera di scuse è stata letta dal suo avvocato difensore.
Successivamente alla discussione delle associazioni animaliste, ha preso la parola il difensore dell’imputato che ne ha chiesto la piena assoluzione.
Il pm aveva chiesto una condanna a 1 anno e 4 mesi; il difensore di Fuoco, l’avvocato Gennaio Iovino, l’assoluzione perché, quando ha commesso il fatto, il suo assistito non avrebbe avuto la percezione di cosa stesse facendo. Al processo, che si è svolto con il rito abbreviato come richiesto dalla difesa dell’imputato, erano costituite 12 parti civili, tra associazioni e comitati animalisti.
«Tutta la difesa – ha detto l’avvocato Paola Contursi dell’associazione DPA Onlus, Difesa Protezione Animali, ammessa parte civile – è ruotata intorno al concetto “in fondo è solo un animale”. Brutte le argomentazioni, un salto nel passato e l’evidente poca conoscenza di tutte le normative in vigore, dal Trattato di Lisbona, alla legge 189/04».
«Come associazione – ha spiegato l’avvocato – siamo soddisfatti della sentenza di condanna a un anno e nove mesi di reclusione e dei 1000 mille di risarcimento per le associazioni; da anni chiediamo l’inasprimento delle pene per chi maltratta e uccide gli animali».