Un dormitorio per le donne

La proposta di Rossano Braca per le senza fissa dimora

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La città di Salerno ha necessità di un luogo di accoglienza diurna ma anche notturna per le donne senza fissa dimora. Nel capoluogo sono presenti alcuni dormitori, gestiti dal volontariato in maniera totalmente autonoma o sostenuta dal Comune, ma essi si rivolgono solamente alla popolazione maschile. Il centro di accoglienza dei Missionari Saveriani, il dormitorio gestito dalla Caritas in Vicolo dei Barbuti e quello di cui sono responsabili i padri cappuccini presso il convento di piazza S. Francesco sono punti di riferimento fondamentali per chi si trova, momentaneamente o da tempo, senza casa. Alcune decine di persone ogni giorno si rivolgono a questi servizi e trovano accoglienza. Questo è accaduto anche durante il 2020, nell’anno della pandemia, tranne in alcuni momenti dovuti alle limitazioni assunte per evitare i contagi. Questi servizi si rivolgono alla popolazione di sesso maschile, storicamente negli ultimi decenni maggiormente esposta in città al rischio di ritrovarsi senza dimora. Ciò non vuol dire che non vi siano donne a necessitare di un sostegno, come viene confermato, purtroppo, anche dalla loro presenza presso le mense gratuite attive in città.
Tra i volontari con una lunga esperienza di strada a sollevare la questione è stato più volte Rossano Braca dell’associazione Venite Libenter, per il quale “è necessaria l’apertura di un centro di accoglienza per donne”. Questa esigenza è reale in tutti i periodi dell’anno e lo è ancora di più ora, quando siamo entrati in pieno inverno e le necessità si fanno ancora più stringenti per chi non ha una casa sicura in cui vivere. Evidentemente, pensare all’accoglienza distinta per sesso è una necessità, considerando che stiamo facendo riferimento a bisogni fondamentali che attengono anche alla sfera intima delle persone, la quale non può essere separata dalla mera necessità fisiologica di lavarsi o dormire. Il riconoscimento e il rispetto delle specificità sono una condizione necessaria affinché le persone si rivolgano ad un servizio di accoglienza e lo riconoscano come dignitoso. Da qui muove la richiesta di un luogo in cui potere anche dormire dedicato esclusivamente alle donne temporaneamente senza casa.
Il riconoscimento di questo tipo di esigenza è sicuramente presente presso il Comune di Salerno, nel suo assessorato alle Politiche sociali come nella commissione consiliare per tali politiche che hanno sostenuto anche finanziariamente nel tempo alcuni servizi di accoglienza: probabilmente esso potrebbe concretizzarsi in un’azione con il volontariato già attivo in città. E così, a partire già dai prossimi interventi per affrontare l’inverno, pensare ad un luogo dedicato alle donne. D’altronde, questo tipo di servizio è stato già istituito per la cosiddetta Emergenza freddo nell’Inverno 2018-2019, riservando il dormitorio di Vicolo dei Barbuti alle sole donne, dalle 20 alle 7 del mattino. Si potrebbe pensare non solo di riproporre questa soluzione, ma anche di stabilizzarla per tutto l’anno: in largo Barbuti o altrove, di concerto con i gruppi di volontariato. Nella città di Salerno vivono persone senza dimora e questo è ormai un fatto consolidato. In mancanza di politiche strutturali di accesso alla casa ma anche di accompagnamento e sostegno psichico, relazionale, economico e formativo, i servizi per garantire a tutta la popolazione di dormire al coperto, mangiare e lavarsi sono fondamentali. Il loro rafforzamento è un’esigenza, soprattutto nei tempi attuali di pandemia, così come lo è la loro diversificazione in base a specifiche condizioni e necessità, come è evidente nel caso delle donne senza casa di avere un luogo di accoglienza ad esse dedicato in maniera esclusiva.

(Dal Quotidiano del Sud-L’ALTRAVOCE della tua Città del 31/12/2020)

 

Gennaro Avallone

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