Un esercito di trasformisti folgorati da De Luca

Frantumato ogni record dell’antico malcostume politico: tutti i nomi. Decine di transfughi dal centrodestra al centrosinistra. La diaspora affossa Fi, ma ci sono ex del Carroccio e pure figli d’arte

0
1592
Il governatore De Luca

Le prossime regionali frantumano il record di trasformismo in Campania. Un esercito di transfughi passa dal centrodestra al centrosinistra deluchizzato. La più colpita dalla diaspora è Forza Italia. Ma non mancano i leghisti folgorati sulla via dello Sceriffo. Vecchie volpi e giovani rampanti, qualcuno è figlio d’arte. Altri tentano di riciclarsi in proprio. Hanno tutti un denominatore comune: portano in dote un bel po’ di preferenze.
I salernitani. In provincia di Salerno troviamo Ernesto Sica, ex sindaco di Pontecagnano, transitato dalla Lega a Italia Viva intorno a Ferragosto. Ex assessore regionale col centrodestra di Caldoro, condannato per il falso dossier contro lo stesso governatore. Scusandosi con la vittima, ottiene il perdono di Caldoro. Oggi torna al centrosinistra nel quale, con la Margherita, fu giovane consigliere regionale nell’era Bassolino. Un altro ex sindaco del centrodestra, approdato ancora tra i renziani, è Gaetano Montalbano di Nocera Superiore. Nella lista Fare Democratico-Popolari – una joint venture tra ex forzisti e demitiani – c’è Giovanni Baldi, ex consigliere regionale cavese del Pdl. Noi Campani, la lista di Mastella, schiera un fedelissimo dell’ex ministro: Salvatore Arena, assessore provinciale col centrodestra di Cirielli. Liberal democratici Campania Popolare mette in campo Gennaro Aievoli, vicesindaco di San Cipriano Picentino, eletto in una civica di centrodestra. Schema simile per Enza Cavaliere, assessore alla cultura di Mercato San Severino: da Forza Italia alla civica De Luca Presidente. La stessa lista candida Angelo Cappelli, ex consigliere provinciale battipagliese di Fratelli d’Italia. Il Psi, d’altronde, sfodera Salvatore Bottone, ex sindaco di Pagani: nel 2014 vinse le elezioni col centrodestra. Volto nuovo, viceversa, è Virgilia Fogliame di Campania Libera: il padre Antonio, tuttavia, era il candidato sindaco di centrodestra alle ultime comunali di Scafati. Proprio la coalizione della consigliera comunale Antonella Vaccaro, oggi candidata di Liberal democratici Campania Popolare.
Le altre province. Tra (Forza) Italia Viva e il partito di Berlusconi ci sono evidenti affinità elettive. Non si spiegherebbe, altrimenti, il canale diretto. In Campania, sono con Renzi nomi vicini ad Armando Cesaro, l’ex capogruppo forzista, autoescluso dalle Regionali per lo scontro sulle “liste pulite”. Prendiamo Pietro Smarrazzo, braccio destro di Cesaro jr. Un binomio tuttora saldo, nato ai tempi dell’università. Insieme lanciarono gli Studenti per le Libertà, costola di Fi negli atenei. Come Smarrazzo, a Napoli si candida Francesco Guarino, assessore forzista di Villaricca, legato all’europarlamentare Fulvio Martusciello. A provare la scalata, inoltre, Francesco Iovino, consigliere comunale di Saviano: il suo mentore è un altro eurodeputato azzurro, Aldo Patriciello. Iv sfoggia anche Fernando Farroni, vicesindaco di Portici, nell’orbita dell’ex assessore alla sanità Angelo Montemarano. Cinque anni fa si era candidato alla Regione con Noi Sud, lista del centrodestra, sfiorando l’impresa (6.293 voti). Ma tra le mete ambite, per chi saluta Forza Italia, non c’è solo Italia Viva. Campania Libera, movimento deluchiano, imbarca Flora Beneduce. È uno dei nomi più controversi, nella transumanza tra i due poli. Originaria di Sant’Antimo, come la famiglia Cesaro di cui era fedelissima, è primario ospedaliero in Costiera sorrentina. In consiglio regionale sedeva, ovviamente, tra i banchi di Forza Italia. E con i Cesaro (padre e figlio) condivide pure lo scomodo ruolo di imputato, in un processo per voto di scambio al tribunale di Napoli Nord. Con Campania Libera, a Napoli, torna in pista anche Erminia Mazzoni, ex europarlamentare del Pdl. A Caserta ecco poi Gabriele Piatto, fino a ieri sindaco della Lega a Frignano. A Benevento, quindi, c’è Fernando Errico: un passato nell’Udeur in consiglio regionale, ex coordinatore sannita di Fi. E in questa partita, non è da meno la lista De Luca Presidente. Tra i candidati spicca Mario Ascierto Della Ratta, ex consigliere regionale di Alleanza Nazionale.
Fratello dell’oncologo Paolo e di Filippo, carabiniere ex parlamentare di An, lui precisa: «Non sono io che mi sono spostato di molto. È De Luca che ha sempre detto: io non sono né di destra né di sinistra, e penso che abbia ragione». Ma il colpo da novanta è Carmine Mocerino, presidente della commissione regionale anticamorra: una vita spesa tra l’Udc e il gruppo Caldoro, sempre nel campo avverso a De Luca. Quindi il salto della quaglia, nel centrosinistra, qualche settimana fa. Mocerino è in ticket con Paola Raia, con cui ha in comune le origini (Somma Vesuviana) e i trascorsi politici. L’imprenditrice, eletta in consiglio 10 anni fa col centrodestra, all’epoca era vicina a Nicola Cosentino. Fa incetta di ex forzisti, comunque, anche la lista Fare Democratico-Popolari: ad esempio, Raffaele Coppola e Felice Di Maiolo, rispettivamente sindaci di Liveri e Mariglianella, comuni del Nolano. E sindaco del centrodestra a Boscotrecase, per circa 20 anni, è stata anche Agnese Borrelli, loro compagna di lista. Si difende pure il Centro Democratico: tra i nomi per Napoli spunta Vittorio Serrapica, ex dirigente della Lega. E ci sono due giovani dal cognome ingombrante: Giovanni Mensorio – candidato nel 2010 con la Dc nel centrodestra, figlio dello scomparso senatore Carmine; il debuttante Raffaele Pisacane, erede di Michele, ex parlamentare Udeur e Udc. Lancia il proprio pargolo (Giuseppe), con Liberal democratici Campania Popolare, anche l’ex assessore del centrodestra Pasquale Sommese. E l’elenco si chiude qui soltanto per motivi di spazio.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)