Un filo massonico lega i delitti d’Italia

Lo sostiene l'ex magistrato Carlo Palermo in un suo nuovo libro. L'intervista nell'ultimo numero della rivista Lefty

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Una manifestazione con don Ciotti per ricordare la strage di Pizzolungo

Torna l’ombra della massoneria sui segreti d’Italia. Dal delitto Moro fino alle Twin Towers, fino alle stragi del 1992-93, esisterebbe un solo, unico filo di collegamento tra questi tragici eventi. Sarebbero tutti snodi drammatici, dal dopoguerra ad oggi, alimentati ed eterodiretti per mantenere bel saldo l’imperialismo americano e possibilmente fortificarlo. È quanto sostiene un ampio servizio pubblicato da Left e firmato da Paola Pentimella Testa, che amplifica la tesi sostenuta dall’ex magistrato Carlo Palermo nel suo nuovo libro “La Bestia”, appena uscito e pubblicato da Sperling&Kupfer. Palermo, come si ricorderà, è l’unico giudice italiano sfuggito ad un attentato di mafia. Era il 2 aprile 1985, quando un’autobomba disintegrò in contrada Pizzolungo a Trapani l’auto di Barbara Rizzo, nella quale c’erano anche i suoi figli di 6 anni. La giovane famiglia fece da scudo alla blindata del giudice che si è sempre rifiutato di considerare quell’attentato come un semplice brutale delitto di mafia. Da lì è partita un’esplorazione che egli ha condotto con grande determinazione e che ha portato a trovare il lungo filo rosso che legherebbe attentati e misteri che, alla luce della sua tesi, sarebbero tutt’altro che misteriosi.