Un nuovo Ramadan

Iniziano le celebrazioni. Sono 17mila i fedeli salernitani interessati. Il Coronavirus ha stravolto anche il rito di preghiera collettivo dei musulmani

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Le donne e gli uomini musulmani si preparano a vivere il Ramadan. Da domani, i circa 17 mila fedeli di religione islamica che vivono in provincia di Salerno entrano, come nel resto del mondo, nel mese sacro. Persone in prevalenza di cittadinanza marocchina, senegalese, albanese, pakistana e bangladese ma anche, seppure con numeri più piccoli, provenienti da altri paesi, compresi fedeli con cittadinanza italiana, si apprestano ad un’esperienza di spiritualità e pace, che rappresenta il quarto dei cosiddetti cinque pilastri dell’Islam.
Ramadan è il nome del nono mese del calendario islamico ed inizia quando si avvista la crescenza della luna nuova. Al suo avvio corrisponde l’inizio di un percorso individuale e collettivo di astensione dal cibo, dall’acqua e dai rapporti sessuali per una lunga parte della giornata, dal mattino presto al tramonto, la quale costituisce un modo per favorire l’esperienza spirituale, il dialogo con sé stessi e con Dio: la riflessione, dunque. Bahia Lahboub, mediatrice culturale e interprete, a tale proposito, mi ha spiegato che “Ramadan è il mese sacro del digiuno dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina”. Non a caso, un’indicazione importante da seguire soprattutto in questo periodo è quella di non arrabbiarsi, compreso il fatto di non alzare la voce: prediligere, in altre parole, la concentrazione.
Come mi ha spiegato Eugenio Mastrovito della moschea di Battipaglia, le rinunce fisiche sono l’aspetto più visibile del Ramadan, ma non ne esauriscono il significato. Queste rinunce sono un modo per favorire l’impegno spirituale, che è al centro dell’intero mese e di tutto il suo valore umano e religioso. Il mese di Ramadan, come mi ha detto Babacar Diagne dell’Associazione senegalesi di Salerno, è anche un “periodo in cui perdonare e moltiplicare le buone cose, le buone azioni, verso il Signore così come verso il prossimo. Senza dimenticare che questo è anche il momento per ricordare quanti, nel mondo, non hanno niente”. Dunque, il Ramadan è un periodo fondamentale per ogni persona musulmana, che ne avvolge l’intera esistenza. Esso è vissuto con particolare partecipazione anche di vive lontano dalla sua casa di origine, da parte di chi è emigrato. Se da una parte c’è la mancanza del Ramadan in un paese musulmano, e quindi anche dei suoi aspetti e delle sue manifestazioni nella vita quotidiana, dall’altra parte c’è la possibilità di ritrovarsi con sé stessi e con gli altri musulmani, affermandosi e facendosi anche riconoscere da quanti non sono musulmani, Seguire i vincoli imposti è anche un modo per dire al resto della popolazione che si è presenti, che ogni singolo musulmano è presente nella società in cui vive. Non è estranea ad essa.
“Quest’anno, il Ramadan sarà speciale. Non ci saranno i raduni per il suo inizio e la sua conclusione, che in provincia di Salerno si tengono a Battipaglia, quello con più persone, ma anche in altri comuni, e non potrà esserci la preghiera comunitaria serale (Tarawih). Quest’ultima si svolgerà in casa. In provincia di Salerno verrà utilizzata la tecnologia per la diffusione del sermone di inizio del Ramadan che terrà, registrato, Mohamed Hedi khadhraoui, presidente della moschea di Battipaglia, attraverso la web radio Radio antenna migrante”. È con queste parole che Eugenio Mastrovito racconta l’eccezionalità del momento, la quale, ovviamente, investe ed interessa tutti i paesi del mondo in cui vivono fedeli musulmani. E lo stesso Mastrovito sottolinea come tutti i sapienti del mondo islamico abbiano invitato a seguire le regole previste di distanziamento sociale e contenimento, evidenziando la necessità di salvaguardare con i propri comportamenti la salute collettiva: “d’altronde, questo è coerente con l’Islam, che vive nel rispetto degli altri, e del significato del Ramadan”. Non a caso, già agli inizi del mese di marzo, l’Associazione degli Imam e delle Guide Religiose in Italia ha emanato una fatwa per il rispetto delle disposizioni ministeriali sul distanziamento fisico.
La provincia di Salerno si prepara, dunque, ad un nuovo Ramadan. Siamo di fronte, ormai, ad una consuetudine per questo territorio, nel quale la presenza di popolazione musulmana è un fatto consolidato. Avvicinarsi a conoscere i significati profondi, anche con specifiche letture, potrebbe essere un modo anche per chi non è musulmano di entrare maggiormente in relazione con una parte di popolazione troppe volte coperta da pregiudizi se non addirittura emarginazione.