Con 25mila euro raccolti in dieci serate di ‘fundraising’ in ristoranti del Salernitano, ha preso il via il progetto ‘La pizza buona dentro e fuori’, un percorso radicalmente innovativo che vede sotto i riflettori della umanizzazione della pena e del reinserimento la casa circondariale di Salerno. I detenuti non potranno gustare la pizza solo se arriva dall’esterno, ma avranno per così dire in “casa”, per soli 3 euro, la possibilità di consumare un piatto tipico della nostra tradizione e in perfetta sintonia con la dieta mediterranea. La direttrice del carcere, Rita Romano, evidenzia l’importanza della pizzeria sociale – progetto realizzato anche grazie ai contributi della Camera di commercio, della Fondazione Cassa di Risparmio e con il supporto del Comune capoluogo – e assicura che l’obiettivo è quello “di aprire la pizzeria anche al pubblico che arrivi dall’esterno”. Sono venti i detenuti che partecipano all’iniziativa e che animeranno l’impresa in un deposito al piano terra dell’istituto dove erano accantonati scatoloni impolverati: è qui che gli ospiti della casa circondariale potranno sedersi e mangiare e dove al più presto potranno gustare la pizza anche clienti provenienti dall’esterno. Compiacimento è stato espresso dal provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Campania, Antonio Fullone, per il quale “la pizzeria sociale valorizza il periodo di detenzione”.
Alla fine del mese di ottobre, inoltre, partirà un corso di formazione, finanziato dalla Regione Campania, per dieci detenuti che avranno la possibilità di conseguire la qualifica professionale di pizzaiolo, un titolo spendibile una volta usciti dal carcere.