Unisa guadagna posizioni per strutture e servizi digitali

Ma l'ateneo è 37° su 52 per il gruppo disciplinare economico, da cui proviene il futuro rettore Enzo Loia (oggi direttore del Dipartimento di Studi Aziendali, Management & Innovation Systems)

0
160

L’università di Salerno balza al sesto posto della classifica Censis 2019/20 dei grandi atenei statali, scalando 8 posti in un anno. Un’inversione di tendenza, dall’edizione scorsa, in cui precipitava dalla nona alla 14esima posizione. Salerno è sesta su sedici, tra le università del range 20.000-40.000 iscritti. In 12 mesi, la media punti sale da 76,8 a 85,2. La crescita avviene «grazie agli apprezzabili incrementi dei punteggi – spiega il Censis – per borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, strutture, comunicazione e servizi digitali». Nella valutazione, lieve calo alla voce servizi (da 83 a 82 punti), tradizionale punto di forza, nel quale rientrano voci come numero pasti erogati/iscritti, numero di posti e contributi alloggio/iscritti residenti fuori regione. Significativi aumenti però nel comparto Borse di studio (da 75 a 88 punti), relativo ai contributi spesa di ateneo ed ente del diritto allo studio per interventi a favore degli studenti; oppure Strutture (da 71 a 90), in cui si esamina il rapporto tra iscritti e, rispettivamente, posti aula, posti nelle biblioteche e posti nei laboratori scientifici. Incremento sensibile pure per comunicazione e servizi digitali (da 88 a 99), l’indicatore col punteggio più elevato, derivante dall’analisi delle caratteristiche e delle funzionalità dei siti web di ateneo, dei rispettivi profili social ufficiali e dall’efficienza di risposta restituita da questi canali. Invariato il giudizio sull’internazionalizzazione (73), elaborato dal rapporto tra totale degli iscritti e, rispettivamente, iscritti stranieri, studenti con un periodo all’estero per studio o tirocinio, studenti stranieri per un periodo di studio presso l’ateneo, nonché dalla spesa dell’ateneo e degli enti al diritto allo studio a favore della mobilità internazionale degli studenti. Raggiunge quota 73 punti la occupabilità, parametro non presente l’anno scorso, ricavato dal rapporto fra laureati (magistrali biennali e magistrali a ciclo unico) nel 2017, occupati a un anno dal conseguimento del titolo, e il totale dei laureati 2017 partecipanti alla rilevazione. E se Perugia (91,2) è primo tra i grandi atenei statali, è viceversa ultimo – ex aequo con Chieti-Pescara – la “Luigi Vanvitelli” (75,5), altra università campana. Curiosità finale, sbirciando il gruppo disciplinare economico, da cui proviene il futuro rettore Enzo Loia (oggi direttore del Dipartimento di Studi Aziendali, Management & Innovation Systems). Salerno è 37esima su 52 atenei (punteggio 76,5) nella classifica della didattica-lauree triennali.