Vaccino agli amici, Asl Salerno denunciata

L’ex dipendente Carpinelli: «Indecente, le priorità erano medici e infermieri. Ci sono invece diversi casi di amministrativi non a contatto con l’utenza». Preannunciato l’esposto al Nas e alla Procura

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Furbetti del vaccino all’Asl Salerno, parte una denuncia al Nas Carabinieri e alla Procura. A firmarla è l’ex dipendente Rosario Carpinelli. Sarebbero diversi i casi di vaccinati senza diritto, nella prima fase del piano. Si tratterebbe di amministrativi dell’azienda sanitaria. Tra essi anche sindacalisti. «È una indecenza, perché – sostiene Carpinelli – le priorità sono infermieri e medici. Gli amministrativi da vaccinare erano solo quelli a contatto con l’utenza. Qui invece abbiamo anche funzionari dell’economato. Oggi (domani, ndr) farò partire la denuncia, ho segnalato il caso anche al ministro della Salute».
I casi nel resto della regione. Amici degli amici, parenti, imbucati: non gli spettava la dose, ma l’hanno avuta. Tutti al centro di un esposto di Noiconsumatori. Sono una decina, finora, le segnalazioni giunte al presidente dell’associazione, il legale Angelo Pisani. Molte da Napoli, qualcuna da Avellino. Del resto la raccomandazione è un vizio italico, a prova di latitudini. Nella virtuosa Emilia, all’ospedale modenese di Baggiovara, sono stati sospesi due medici e un volontario. Sono accusati di aver vaccinato i parenti. E quindi, nessuna meraviglia: anche in Campania c’è l’eterno ritorno della spintarella, la voglia sempreverde di scavalcare la fila. Alla faccia di chi ne ha diritto, e magari è costretto a stare in coda. Per ore e ore. «Non discutiamo la condotta di De Luca a vaccinarsi pubblicamente se può servire a dare il buon esempio e rassicurare la popolazione – dichiara Pisani– ma la magistratura controlli il rispetto dei programmi ministeriali e punisca ogni condotta illecita, non permettendo a politicanti, amministrativi e amici degli amici, di scavalcare liste di attesa, e facendo osservare il rispetto della programmazione prevista a tutela dei medici impegnati in corsia a salvare vite umane». Pisani sta svolgendo indagini difensive, nell’interesse di possibili parti offese. Di tutte le persone a rischio, per esposizione professionale, età o patologie. «I furbetti hanno le ore contate – assicura Pisani – i casi di abuso emergeranno al momento del richiamo, dopo 21 giorni. Perché ogni vaccinazione è stata registrata sulla piattaforma Sinfonia della Regione, su cui si faranno verifiche».
Priorità, la polemica sulla lista. In Campania, l’Unità di crisi si è autoassegnata la patente di “categoria a rischio”. Lo si legge nel Piano regionale vaccini, approvato il 31 dicembre. Forse un tentativo di “sanare” il blitz di De Luca. La vaccinazione sprint del presidente, il 27 dicembre, aveva scatenato un vespaio. Adesso la task force inserisce i propri componenti, nella tabella 1 dell’allegato, fra le classi da «vaccinare in via prioritaria nella fase iniziale». Negli 11 gruppi individuati, viceversa, non ci sono gli anziani con patologie. A meno di non essere ospiti di una Rsa. Questo nonostante il piano del governo, sfornato il 12 dicembre, detti una precedenza per le «persone di età avanzata». La lista, in ordine di preferenza, prevede: 1) Personale medico e sanitario non medico, infermieristico, Oss, di strutture ospedaliere pubbliche, private accreditate e classificate; 2) Operatori e ospiti Rsa e Case per anziani; 3) Operatori Servizio 118 ed Emergenza Urgenza; 4) Restante Personale e Servizi operanti nelle Strutture ospedaliere (Pubbliche, Private accreditate, Classificate) e quello delle altre strutture sanitarie; 5) Direzioni strategiche degli enti sanitari; 6) Specialisti ambulatoriali, medici di Medicina Generale/pediatri di libera scelta e assistenti, medici in formazione, specializzandi, tirocinanti; 7) Farmacisti di comunità e assistenti, informatori scientifici; 8) Componenti Unità di crisi regionale; 9) Volontari a supporto di attività sanitarie; 10) Operatori studi medici/veterinari e odontoiatrici; 11) Operatori laboratori privati accreditati.
Tribunale diritti del malato: chiesta trasparenza, nessuna risposta. Una lettera per chiedere trasparenza sul piano vaccinale, inviata all’Asl e al Ruggi d’Aragona. L’ha inviata, il 24 dicembre, il Tribunale per i diritti del malato. Ma ad oggi «nessuna risposta» dice Margaret Cittadino, referente dell’organismo di Cittadinanzattiva. «Chiediamo – si legge – se si siano dotati di un piano vaccinale, di procedure aziendali e di una programmazione della vaccinazione nei punti ospedalieri, territoriali al fine di garantire uguali opportunità a tutti; se ci sia un piano assunzionale adeguato al rispetto degli standards organizzativi dettati dalla circolare ministeriale; se sia preparato un piano formativo per il personale, utilizzando operatori esperto dei centri vaccinali dell’Asl, al fine di ridurre errori evitabili ed eventuali ritardi».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)

Gianmaria Roberti

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