– “Mamma, vogliamo fare che prima corri e tu mi prendi e poi giochiamo in greco…cioè in napoletano…ma qual è, mamma, quella lingua di ieri?”
– “Né greco né napoletano, Sandra, è latino!” – rispondo divertita.
E così, dopo la corsa e la presa, riprendiamo il nostro ludus linguistico: si cerca una parola sul vocabolario di latino, la si scrive su un post-it e lo si attacca sul relativo oggetto.
A chi sta pensando che voglia torturare le mie figlie rispondo subito che la curiosità è partita da loro, visto che, da un paio di giorni, hanno iniziato a porre domande sulle lingue: perché c’è chi parla il francese e chi l’inglese, l’italiano e lo spagnolo e le parole chi le decide e come si parlava tanto tempo fa e come si parlerà domani ecc. …ecc. …
Ad ogni modo, prima lezione di latino a pranzo.
Paola è addetta alla ricerca della parola sul vocabolario, la trascrive e passa il post-it a Camilla e Sandra che lo attaccano: sulla bottiglia d’acqua aqua, su quella di vino vinum, sul bicchiere poculum. Ed ognuna il suo: Poculum Paulae, poculum Camillae, poculum Sandrae, e poi ancora panis, per il pane, piper, per il pepe e caseus per il formaggio.
Poi metto a tavola il gateau di patate, ma – spiego loro – i Romani non mangiavano il gateau di patate, perché non conoscevano le patate, quindi questa parola in latino non esiste.
Di pomeriggio, all’ora della merenda il gioco Latine loqui riprende.
– “Mamma, come si dice ‘kiwi’ in latino?”
– “I Romani non conoscevano il kiwi – rispondo – quindi non esiste la parola ‘kiwi’ in latino”.
– “Ah! E ‘mela’?”
– “Mela si dice malum” – risponde mio marito.
– “Ah quindi mangiavano le mele!” – commenta Camilla, che detesta il kiwi.
La seconda lezione di latino vede la presenza solo di Sandra, che già ieri, vedendo Paola, voleva provare lei a cercare le parole sul vocabolario.
Così cerca ‘orologio’, scriviamo clepsydra e attacchiamo il post-it sul display del forno a microonde. Poi ‘quadro’, tabula picta e attacchiamo il post-it sul quadro; poi ‘lampada’, scriviamo lanterna e attacchiamo il post-it; poi libro liber, penna stilus e così via…
– “Lavastoviglie?”
– “No, amore, la lavastoviglie i Romani non la conoscevano”.
Sandra pensa ad un’altra parola e con voce squillante:
– “Scorreggia!”
Rido.
Sandra cerca scorreggia.
Io aspetto per vedere che fa.
– “Ma, mamma” – commenta stupita –“scorreggia non c’è: i Romani allora non facevano le scorregge!” – esclama sconvolta in viso.
– “Ma come no, è un fatto naturale” – dico io che sto proprio utilizzando il cosiddetto metodo natura per l’apprendimento del latino – “prova a cercare peto”.
E infatti:
– “Veeentris cre-pitus…ventris crepitus” – legge Sandra soddisfatta.
Ancor più soddisfatta scrive il post-it.
E vittoriosa se lo attacca … sulla tasca posteriore dei jeans.
E a scanso di equivoci specifica:
– “Sul culetto, mamma!”