Verità tradita e Tarro querela

La lite social finisce in Tribunale: querelati Burioni & C. Dal Foglio all’Espresso ai profili falsi: tutte le accuse che il grande virologo ritiene diffamatorie

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ll lockdown ha diviso il Paese in due fazioni, quasi due tifoserie: i seguaci di Giulio Tarro e i sostenitori dei virologi dei salotti televisivi. Sono nate animate discussioni sui social tra le diverse fazioni e tra i diretti interessati. E proprio a seguito di una discussione a mezzo Twitter, che Tarro ha portato uno dei virologi dei salotti tv, Roberto Burioni, in Tribunale.
Tarro si è avvalso del parere legale dell’avvocato Carlo Taormina che ha presentato denuncia all’autorità giudiziaria contro Burioni e contro due giornalisti, autori di due articoli pubblicati sull’Espresso e sul Foglio che “sconfessano” l’operato del primario emerito del Cotugno. Sotto l’occhio dei giudici finirà anche la creazione di un profilo Wikipedia ritenuto diffamante da Tarro.
Professore, ma perché una parte della comunità scientifica la detesta e l’attacca su più fronti?
Credo che la storia sia da retrodatare ad almeno due anni fa. Tutto parte il 2 marzo 2018, quando a Roma fu organizzato un famoso convegno sul tema dei vaccini a cui partecipò anche il professore Luc Montagnier (Nobel per la Medicina nel 2008) e promosso dall’ordine nazionale dei biologi presieduto dal dottor Vincenzo D’Anna. All’epoca ci fu una levata di scudi nei riguardi del convegno, quasi non si voleva farlo realizzare. E invece si trattava di un tema importante di discussione. Mi permisi di scrivere una lettera in cui chiedevo di far svolgere regolarmente il convegno e di dibattere delle questioni durante l’evento: era quella la sede adatta. Da allora sono iniziate le accuse. Cominciai a essere bersagliato: iniziarono a dire che non ero mai stato docente, che erano false le candidature al Nobel…
Quindi secondo lei l’emergenza legata al Covid-19 ha solo ripreso vecchie questioni?
In questo periodo particolare ognuno ha dato risposte in base alle proprie competenze. Non dimentico la previsione fallace del 2 febbraio, quando fu detto che non ci sarebbe stato un solo contagio da Coronavirus in Italia. L’ho fatto presente e questa cosa ha generato ulteriori polemiche e dato fastidio a certi ambienti. A questo punto, ho potuto rispondere solo affidandomi alla magistratura.
Cosa le ha dato più fastidio?
Mi hanno avvisato che su Wikipedia c’è un profilo mio personale non creato da me, con una descrizione che mi diffama.
Crede che anche dietro l’emergenza Coronavirus ci sia un discorso di interessi per vaccini e case farmaceutiche?
Non posso escluderlo ma neanche confermarlo. Nell’ambito scientifico ognuno ha il suo parere e lo esprime sulla base delle proprie esperienze, dei suoi studi, sulla base del proprio background.
Qualcuno ha fatto notare che, tanto per fare un esempio, Burioni, da sempre contrario alla sieroterapia, in tv ha fatto dietrofront, proponendo di creare il siero in laboratorio. La domanda è legittima: il plasma dei guariti non basta?
La teoria giusta è: se ne abbiamo non serve riprodurlo in laboratorio. Il plasma ha dato ottimi risultati a Mantova e Pavia anche nei casi critici.
Proviamo a dare un giudizio alla comunicazione medico-scientifica legata al periodo dell’emergenza Covid-19?
C’è stata molta influenza legata a cattivi conoscitori della materia e una conseguente enorme confusione. Prima accennavo alle previsioni completamente sballate dell’inizio: questo è un esempio lampante. Poi sono state pagate persone d’Oltreoceano per dire che alcune terapie potevano far male. Purtroppo spesso si pagano persone per dire idiozie.
Guardiamo alla pandemia: cosa dobbiamo aspettarci adesso?
Non dobbiamo preoccuparci. Il Coronavirus è una famiglia virale che non c’è in estate. E poi, visto che molti hanno gli anticorpi per il virus, questo non potrà più circolare come ha fatto all’inizio dell’epidemia. Non prevedo questo ritorno di fiamma.
Neppure in autunno?
Ci sono molti più casi di quelli che sono stati registrati. Con le indagini sierologiche si è visto che una buona fetta di popolazione ha gli anticorpi. Difficile che il virus torni a circolare come nella prima fase.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)