Via l’editoria malsana

Va recuperata la traccia del sano giornalismo di "Dossier Sud"

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Mi permetto, caro direttore, di risponderti a titolo personale e “a caldo” (senza ragionarci sopra) subito dopo aver letto il tuo editoriale. Parto da un passaggio da te scritto: «Chi investe in una testata dovrebbe farlo con riferimento esclusivo all’attività che finanzia, non per altri fini più o meno leciti, come pure accade. Talvolta, si verifica di peggio, che si entri cioè nell’editoria per mascherarsi o per esercitare pressioni sul potere, finalizzate a strategie di dominio politico-economico-finanziario. Strategie affaristiche intrusive, violente e metodologicamente estorsive, che animano la zona grigia di certa mala-informazione campana con rischi notevoli per la libertà e la democrazia». Ecco credo, se mi permetti, che questo è il nodo centrale dal quale, insieme con altri, si dovrebbe partire.

Il fondatore di Dossier Sud, Marrazzo

Ormai non è più una questione di “Sistema Salerno” ma la situazione investe tutti i campi anche l’intero sistema informativo non solo a livello nazionale. Come sai da singolo militante di un piccolo partito di sinistra, con una lettera aperta inviata agli operatori dell’informazione locale, non solo a quella cartacea e non solo ai giornalisti ma a tutti gli operatori, quindi anche ai dipendenti delle tipografie, ai collaboratori ecc. ecc., mi sono permesso di elencare tra le varie esigenze per comprendere meglio e in modo approfondito “il mondo dell’informazione” anche questo punto. Le risposte avute, l’avevamo comunque messo nel conto, per alcune “professionalità” sono state “strane”… segno evidente di una crescente rassegnazione mista a preoccupazione, a volte anche paure, e di “impotenza”.
So bene che anche il percorso e il metodo può sembrare bizzarro. Non c’è più la sana abitudine di discussione collettiva che insieme porti a capire, comprendere e individuare strade di uscita con le relative proposte. Ma tu ci conosci… sai bene che siamo testardi e quindi il percorso collettivo da noi proposto andrà comunque avanti e si farà. E siamo anche coscienti che stiamo cercando ancora una volta di toccare un argomento molto, ma molto, bollente e quindi ancora una volta correremo il rischio di bruciarci. Ma si deve fare.
A voce a te e al caro amico Massimiliano Amato ho già fatto alla fine del mese scorso i complimenti e i miei auguri. Oggi mi spingo a fare anche un paragone storico cosciente che mette a confronto periodi storici, contesti e finalità diverse nelle quali pure colgo una similitudine con la vostra avventura. Da semplice lettore sono rimasto molto legato all’esperienza di “Dossier Sud” (anche se a volte mi facevano “arrabbiare”). Quella esperienza tutta salernitana, che tu di certo conosci benissimo, per il rigore e il modo con cui si facevano le inchieste, a me manca tantissimo. Ne abbiamo bisogno come il pane e l’aria che respiriamo. Ti dico questo perché sono certo che grazie a te, ai tuoi collaboratori e alla vostra esperienza di Salerno Sera, ricominceremo a mangiare di nuovo dell’ottimo pane e a respirare aria fresca e buona.