Viaggio dentro Matera Capitale 2019

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Notizie dalla capitale (Matera 19)

1.Con mio cugino T. e l’ex sindaco di G. ce ne stiamo a chiacchierare in faccia alle scene bucoliche e venatorie dipinte sui muri delle Sale della caccia, nel c.d. “palazzo delle cento stanze” che, sorretto da un promontorio roccioso, antico nucleo urbano della città, ospita il Museo della scultura. Usciti di qui, prima di ripartire, breve visita alla casa di Ortega, ancora nel Sasso Barisano, per un intimo colloquio con le ceramoplastiche di Mitarotonda, l’artigiano materano stretto collaboratore del maestro spagnolo.
Torneremo il 19 gennaio per Matera 19 (che chiuderà, specularmente, il 19 dicembre!) e ci immergeremo nella sarabanda determinata da 54 bande in arrivo dalle capitali europee della cultura e dai Comuni lucani. Un avvio in musica, anticipato dalla presenza, alla Conferenza introduttiva, all’Auditorium Gervasio, di Bobby Watson, sax alto di Kansas City (radici che si illuminano nello swing e nel groove: emozione e passione), prediletto da Art Blakey che lo volle direttore dei Jazz Messengers. Un quarto di secolo fa – young musician, not yet legend – Watsin suonò in quartetto al Conservatorio di Avellino, ospite dell’Edisu. Questo ricordo influenzerà l’ordine dei nostri appunti per Matera capitale.

2. A settentrione della città, lungo le sue porte, la statale Sette è abitata da rocce leggere – è lo stesso tipo di quella calcarea dell’altopiano murgico – in origine scavate da folti drappelli di cavamonti, sostituiti presto da esperti tagliatori di pietre, i Zuqquator. Nell’area resta ben visibile la c.d. Cava del Sole dominata dai resti di una chiesa anch’essa intestata all’astro supremo, medievale insediamento monastico.
A partire dai lavori di riqualificazione funzionale degli anni Novanta, la Cava del sole si è ampliata fino a diventare location appetibile per megaconcerti e spettacoli del popolo, grazie agli studi e all’opera della Open Design School della “Fondazione Matera-Basilicata 2019”.
Qui, Brian Eno, il 18 luglio, inaugurerà la sua, tra le tante stazioni d’emozione di Matera capitale, condividendo con il pubblico di cittadini e turisti un concerto-spettacolo dedicato al cinquantenario della discesa dell’uomo sulla luna. Apollo Soundtrack celebrerà lo sbarco di Apollo 11, con musica e immagini, la maggior parte delle quali saranno generate real-time, dieci chilometri ad ovest, dal Centro di Geodesia spaziale “Colombo”. Ad arrangiare i brani musicali il settantenne padre della musica d’ambiente ha convocato Scott Walker – nei nostri cuori almeno dal tempo di A Farmer in the City (1995) struggente e speranzosa, dedicata a Pasolini, il “contadino in città” – e la dozzina britannica degli Icebreaker, che, a partire dal lavoro di riscrittura teso a far rivivere Music with Changing Parts, l’opera epica di Phil Glass, a 40 anni dalla sua composizione, si sono via via rivelati come massimi sperimentatori – in contesti come il londinese Science Museum – del rapporto tra elettronica e acustica dal vivo.